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Per Tar “inammissibile” il ricorso M5S su Sala: “Questione puo’ esser posta dopo elezioni”

17 maggio 2016 comunali, Politica

Ricorso “inammissibile” quello del Movimento 5 Stelle sull’incandidabilità di Beppe Sala alle elezioni comunali. Per i giudici del Tar il caso sollevato con il ricorso sull’ammissibilita’ delle liste collegate a Sala infatti attiene semmai “e sotto un profilo astratto” a “un’ipotesi di ineleggibilità e non di incandidabilità” per cui “la questione circa l’asserita ineleggibilità potrà trovare tutela, successivamente all’espletamento delle elezioni e a seguito della convalida degli eletti, davanti al giudice ordinario”, spiegano i giudici. Nel dettaglio, argomenta la sentenza, “L’art. 60 del D.lgs. 267/2000, norma invocata quale parametro di illegittimità degli atti di impugnati, dispone infatti in ordine alle cause di ineleggibilità a sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale e circoscrizionale. L’ineleggibilità deve essere tenuta nettamente distinta dall’incandidabilità. Quest’ultima implica l’impossibilità di prendere parte, fin dall’inizio, alla competizione elettorale e conduce alla nullità delle elezioni a differenza, invece,dell’ineleggibilità che non invalida l’ammissione della lista e comporta, quale unico effetto, la decadenza del solo candidato, senza ulteriori conseguenze sugli altri esiti del voto”. Secondo i giudici amministrativi, “la prospettazione dei ricorrenti muove da un assunto che non può ritenersi corretto, ovvero che i verbali impugnati sarebbero illegittimi in quanto ammettono liste collegate ad un candidato Sindaco da ritenersi non eleggibile”. “In realtà in ordine all’asserita ineleggibilità la Commissione Elettorale Circondariale di Milano, nella parte in cui ha ammesso le liste non ha assunto – correttamente – alcuna determinazone non avendone il potere”. “Le deduzioni impugnatorie pertanto si articolano intorno a una questione che, non essendo stata oggetto dei provvedimenti impugnati, assume carattere meramente teorico, senza riscontro alcuno determinazioni in concrete assunte dalla Commissione”. Quindi dai giudici il rinvio a un’eventuale azione di tutela “successivamente all’espletamento delle elezioni e a seguito della convalida degli eletti, davanti al giudice ordinario”, ai sensi della normativa in vigore, sopra richiamata. In conclusione, per le ragioni che precedono, il ricorso va dichiarato inammissibile”.

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