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Pendolari, dossier Legambiente: Lombardia migliora, ma linea Cremona-Brescia tra peggiori d’Italia

12 dicembre 2016 Cronaca

“Treni obsoleti, ritardi, carrozze insufficienti negli orari di punta”: questo il quadro del trasporto ferroviario pendolare secondo il rapporto Pendolaria 2016 di Legambiente che, ogni anno all’entrata in vigore dell’orario invernale, pubblica l’indagine sui trasporti dedicati ai penolari. Secondo il dossier, in Lombardia, “si aggiudica la maglia nera come peggior linea ferroviaria la Cremona-Brescia”, che Legambiente inserisce tra le “10 peggiori linee d’Italia”. “La classifica – spiega l’associazione – è stata stilata in base a criteri oggettivi per evidenziare la scarsa qualità del servizio: le proteste degli utenti per i problemi di ritardi e tagli dei treni, la tipologia dei treni utilizzati sia per capienza sia per età, la carenza di orari adatti per l’utenza pendolare, la frequenza dei convogli, la condizione delle stazioni, situazioni che in taluni casi spingono i pendolari a prendere l’auto ogni mattina proprio per l’inadeguatezza del servizio”.
“La linea ferroviaria che collega Cremona e Brescia presenta disagi e condizioni indegne per due città di questa importanza – denuncia Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia – Negli ultimi anni il tasso di puntualità è stato insoddisfacente e spesso sono stati soppressi i convogli senza nessun preavviso e senza l’intervento di autobus sostitutivi. Le pessime condizioni di viaggio hanno portato all’esasperazione i pendolari che, oltretutto, subiscono notevoli disagi per lo spostamento del sottopasso di Brescia a causa dei lavori in corso dell’alta velocità”. In Lombardia, evidenzia ancora l’indagine,  l’età media dei treni è scesa a 18,6 anni (settima in Italia, media nazionale 17,2 anni), mentre il 49,9% dei treni ha più di 15 anni (media italiana 69%). E’ quanto evidenzia il dossier Pendolaria 2016 di Legambiente che sottolinea come il rinnovamento del materiale rotabile nella regione e’ “un dato importante perché mostra i chiari effetti della dismissione dei treni più vetusti (in particolare i treni a piano ribassato del 1969) in concomitanza con l’immissione dei nuovi. Ciò però non è sufficiente vista la grande quantità di pendolari di questa regione, e sono ancora molte – secondo Legambiente – le linee che soffrono per la carenza di materiale rotabile nuovo ed efficiente. Non va inoltre dimenticato che il 50% dei treni in questa regione risulta avere più di 15 anni di età con punte di 30 anni nei casi delle carrozze a Doppio Piano. I pendolari si ritrovano quindi a fare i conti con carrozze e vagoni non più adeguati ai tempi, spesso privi di impianti di condizionamento, con rotture e guasti frequenti”.

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