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lunedì 20 novembre 2017 04:46:18
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Pasqua, Scola presiede solenne messa
“Politica ascolti popolo”

17 aprile 2017 Cronaca

Ieri, domenica 16 aprile, Solennità di Pasqua, l’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, ha presieduto in Duomo la solenne Messa Pontificale.

Il cardinale Scola nella sua omelia – si legge in una nota della Diocesi- ha spiegato che “il fatto che il Risorto si sia fatto vedere è l’esperienza che introdurrà la Chiesa nella novità della Pasqua di Gesù. In questo ultimo mese più volte siamo stati testimoni della Sua presenza viva in mezzo a noi”. Ed ha ricordato la Visita di Papa Francesco, le decine di migliaia di persone delle 7 zone della Diocesi per le Via Crucis con la reliquia del Santo Chiodo”.
“In tutte queste occasioni Milano – ha spiegato Scola – si è ritrovata popolo. Credenti e non credenti, fedeli di altre religioni, milanesi di antico lignaggio o di nuova adozione… tutti hanno ritrovato la fierezza di questa appartenenza”.
L’Arcivescovo ha poi indicato alcuni situazioni dove cercare speranza: “i nostri fratelli copti che non hanno rinunciato a vivere insieme le celebrazioni della Pasqua; i nostri fratelli in Congo, dove infuriano gravi tensioni militari con numerose uccisioni; la dedizione silenziosa di moltissime persone che si spendono per sostenere, curare, accompagnare la vita più fragile, debole e ferita fino all’ultimo suo palpito negli ospedali, nei centri di accoglienza e nelle scuole, nelle carceri e nelle nostre case”.
La riflessione pasquale di Scola si è poi rivolta a Milano: “Il contributo di noi figli del Risorto nella società plurale sia la testimonianza di una irriducibile tensione alla verità, alla solidarietà, all’eguaglianza e alla giustizia. Milano, il paese e l’Europa tutta, per svolgere il loro compito nel mondo intero, hanno bisogno di un sistema sociale radicato in un equilibrato ed inscindibile rapporto tra diritti, doveri e leggi. Esso può nascere e crescere solo se ogni cittadino ed ogni corpo sociale vivono l’impegno diretto e deciso a dare contenuto pieno alla propria partecipazione alla vita pubblica. Soprattutto non debbono sottrarsi a questo compito le istituzioni di ogni ordine e grado. Qualunque forma potranno assumere in futuro a causa dei cambiamenti in atto, il loro contributo sarà necessario per un’armoniosa vita civile”.
Ed ha invitato in particolare la politica ad assumere una importante responsabilità: “dovrà abbandonare formalismi e dialettiche sterili, i troppi ossessivi ricorsi alla tecnocrazia e gli appesantimenti burocratici. È necessario che l’imprescindibile arte di governare la cosa pubblica si ponga sempre più in ascolto del popolo, della opinione pubblica in senso forte. Sono questi i luoghi da cui emergono quei segni dei tempi che permettono di edificare il nuovo stile di vita civile”.
A partire, secondo Scola, da una certezza: “La risurrezione di Gesù Cristo è da secoli nelle nostre terre sorgente di speranza affidabile. Non è il passato. Non siamo, come taluni ripetono, in una fase di “postcristianesimo”. Siamo affidati al Signore misericordioso che non cessa di accompagnare tutti e ciascuno verso il pieno riscatto, ma la risurrezione, per manifestare i suoi effetti, chiede il tempo della storia perché domanda la libertà di ciascuno di noi. I suoi frutti sono come le gemme di primavera. Temono solo le improvvise gelate del nostro cuore”.

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