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martedì 24 ottobre 2017 06:10:02
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Pasqua, milanesi all’insegna della tradizione
Feste con indotto da 40 milioni

25 marzo 2016 Economia

Indotto pasquale da 40 milioni all’insegna della tradizione per i milanesi. Le vendite legate alla Pasqua durano circa due settimane. Rispetto a un giorno normale, in occasione di questa festività, aumentano del 10%. Emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano a marzo 2016 sulle pasticcerie milanesi. “Sono rimasto favorevolmente impressionato delle richieste di colombe per questa Pasqua. Fino a tre settimane fa, il mercato sembrava piatto. Ed invece, la sorpresa ed ora dobbiamo essere in grado di farvi fronte – afferma Pietro Restelli, presidente dell’Associazioni panificatori (Confcommercio Milano) –. Più richiesta, fra le colombe artigianali, quella con la pezzatura da 1 kg. Solo in misura minore quella da 500 grammi. Quanto ai gusti, il consumatore, predilige il formato classico. A seguire la colomba con i canditi macinati e, solo per una nicchia, quella con pere e cioccolato”. “Di contro – prosegue Restelli – registro una flessione nella vendita delle uova di cioccolato. Pesa l’offerta eccessiva, ed è minore l’attenzione alla qualità”.   I milanesi non rinunciano a seguire la tradizione e così nei loro piatti a Pasqua anche quest’anno hanno scelto di servire capretto e agnello, seguiti a sorpresa dal coniglio. “Gli ordini che abbiamo confermano i dati dello scorso anno – ha confermato Giorgio Pellegrini, presidente dell’Associazione macellai di Confcommercio Milano – con una leggera preferenza verso l’agnello in quanto carne bianca”.   Agnello, dunque, una carne già lavorata e pronta da cuocere che gli abili macellai milanesi sono in grado di proporre alla loro clientela. Un esempio? “Il cosciotto di agnello disossato – spiega Pellegrini – e farcito con un ripieno di carne di maiale, carciofi, olive e capperi. E celebrare la Pasqua nel solco della tradizione accompagnando il tutto con un buon vino rosso rigorosamente italiano – e di bassa gradazione – o un buon rosato”.   La colomba è preferita all’uovo per il 33% degli imprenditori rispetto al 30% che vede entrambi i prodotti protagonisti e il 7% per cui prevale l’uovo. Per la metà degli intervistati, i clienti sono attenti alla qualità. Per il 13% guardano al prezzo. Un operatore su sei organizza, per l’occasione, una lotteria che mette in palio l’uovo di cioccolato. Sono quasi 16 mila tra panifici, pasticcerie, macellerie, supermercati e alimentari con un peso dell’11% sul totale italiano. Il maggior numero di attività si concentra a Milano (4.638, il 29% sul totale lombardo). Seguono Brescia (2.527, 16%), Bergamo (1.839, 12%), Varese (1.147, 7%) e Pavia (1.093, 7%). Prevalgono gli alimentari generici, 11 mila in regione, poi ci sono circa 3 mila macellerie e circa 2 mila pasticcerie. Le pasticcerie sono particolarmente diffuse in Lombardia, qui si trova il 16% del totale nazionale. Indotto da 100 milioni per la Pasqua in Lombardia. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese 2015.

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