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venerdì 17 novembre 2017 22:33:15
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Parisi: “Rigenerare il centrodestra, convention a Milano a settembre”

21 luglio 2016 Politica

“Il nostro progetto continua: possiamo rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare. Ripartiamo dai temi, dai contenuti, dalla risoluzione reale dei problemi, e dalla formulazione di proposte. L’immigrazione, l’Europa, la burocrazia, le opportunità di semplificazione ed efficienza offerte dalla tecnologia. Porteremo questi temi ad una convention programmatica a settembre, a Milano, in cui raccoglieremo idee e proposte. Noi ci siamo”. Così Stefano Parisi su Facebook in un post sui contenuti di un’intervista a La Stampa con cui l’ex candidato sindaco del centrodestra annuncia: “Mi candido a dare una mano” con l’intenzione, spiega nell’intervista di “rigenerare il centrodestra con un programma politico liberale e popolare, alternativo al centrosinistra concorrente con i Cinque Stelle”. Il primo passo sara’ una convention a settembre, a Milano “in cui raccoglieremo idee e proposte”. Parisi, che in campagna elettorale non si era espresso sul referendum costituzionale, dice a La Stampa: “Voterò no, perché è figlio di un doppio errore. Primo, di metodo: Renzi ha sbagliato a porre se stesso al centro della votazione e a non essere determinato nella ricerca dell’accordo con l’opposizione sul futuro assetto del Paese. Il secondo errore è nel merito: la riforma è sbagliata. Potrei dilungarmi e farle molti esempi, ma in sintesi creerà confusione nella governance del Paese e si moltiplicheranno i conflitti tra amministrazioni. È falso dire che faciliterà il processo decisionale, sarà il contrario. E metterà una pietra tombale sul federalismo, che invece andrebbe sostenuto, a partire da quello fiscale, per dare fiato alle regioni più forti economicamente e consentire loro di trainare il resto del Paese”. Sulla possibilia’ che Silvio Berlusconi abbia un ruolo nel progetto che Parisi si appresta a lanciare, spiega: «Sì, è stato a lungo motore della parte più moderata dello schieramento, deve continuare ad esserlo».

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