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mercoledì 22 novembre 2017 04:42:47
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Palazzo Reale, autunno nel segno di Rubens
In mostra opere in prestito da Europa e Russia

25 ottobre 2016 Cultura

L’autunno delle mostre milanesi nel segno di Rubens. Apre domani a Palazzo Reale la mostra dedicata a Pietro Paolo Rubens, l’artista fiammingo che visse anche in Italia dal 1600 al 1608. L’evento espositivo, promosso e prodotto dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e Civita Mostre, e patrocinato dal Mibact, sarà aperto al pubblico fino al 26 febbraio 2017. “Dopo la straordinaria anteprima delle scorse feste natalizie, che ha offerto al pubblico l’opportunità di ammirare a Palazzo Marino la ’Adorazione dei pastori’, questa mostra offre una visione di Rubens dall’orizzonte ampio, capace di contenere in sé la parabola di sviluppo della sua poetica passando attraverso le influenze classiche, il rapporto con l’arte italiana, la relazione con alcuni artisti suoi contemporanei conosciuti durante i suoi soggiorni nel nostro Paese – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno –. Un progetto artistico importante per consentire a tutti di ammirare da vicino l’opera di un grande artista di tutti i tempi, ma anche un’operazione culturale di riscoperta della centralità dell’Italia nello sviluppo della storia dell’arte”.
L’Italia è fondamentale per Rubens, così come Rubens per l’Italia: a lui si devono i primi segnali della nascita del Barocco che si diffonde in espressioni altissime in ogni regione. Un’influenza che tutta la critica gli riconosce ed esalta al punto che Bernard Berenson ama definirlo “un pittore italiano”. I suoi rapporti con Genova, Mantova, Venezia e la sua vicenda romana permettono di ricostruire il filo che lo lega così profondamente alla cultura italiana, che resterà il tratto d’identità per tutta la sua produzione successiva. E’ appunto questo il filo conduttore della mostra “Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco”: mettere in evidenza i rapporti di Rubens con l’arte antica e la statuaria classica e la sua attenzione verso i grandi maestri del Rinascimento come Tintoretto e Correggio e soprattutto a far conoscere la straordinaria influenza esercitata dal grande Maestro sugli artisti italiani più giovani, protagonisti del Barocco come Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano. Per rendere chiaro e lineare questo tema complesso Anna Lo Bianco, curatore della mostra, ha selezionato un gruppo di opere assolutamente esemplificativo di questi temi, con confronti il più possibile evidenti tra dipinti di Rubens, sculture antiche, opere di alcuni grandi protagonisti del Cinquecento e di artisti barocchi: un corpus di oltre 70 opere, di cui 40 del grande maestro fiammingo, riunito grazie a prestiti internazionali da alcune delle più grandi collezioni del mondo come quelle del Museo Nazionale del Prado, dell’Hermitage di San Pietroburgo, della Gemäldegalerie di Berlino e del Principe del Liechtenstein, e a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma, i Musei Capitolini, la Galleria Borghese, la Galleria degli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Museo di Palazzo Ducale di Mantova, la Galleria di Palazzo Spinola di Genova, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
“Mi piacerebbe che l’incontro con Rubens lasciasse una traccia della sua natura radiosa, del profondo amore per l’arte e per la vita che lo contraddistingue”, è l’auspicio di Anna Lo Bianco, che ha curato la mostra con il supporto di un prestigioso comitato scientifico internazionale composto da Eloisa Dodero, David Jaffé, Johann Kraeftner, Cecilia Paolini e Alejandro Vergara.

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