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PALAZZO MARINO IN MUSICA, DAL 6 MAGGIO NUOVO PALINSESTO DEDICATO ALL’ORIENTE

23 aprile 2018 Cultura

La rassegna Palazzo Marino in Musica inaugura domenica 6 maggio la seconda parte della stagione 2018, con un palinsesto, riferisce una nota, di grande novità, dal titolo Sentieri d’Oriente, che si apre alle molteplici culture musicali nate, nel corso del tempo, dagli incontri e dalle commistioni tra Oriente e Occidente. Con sei concerti gratuiti a cadenza mensile, da maggio a novembre, Palazzo Marino in Musica propone, per la prima volta, un affascinante viaggio musicale, dal Seicento a oggi, che percorre simbolicamente quelle Vie della Seta che fin dall’antichità misero in contatto culture e popolazioni differenti, dal Mediterraneo alla Cina e al Giappone. Proponendo repertori particolarmente rari e ricercati e chiamando a esibirsi artisti internazionali, il cartellone Sentieri d’Oriente racconta una parte del lungo percorso di avvicinamento e scambio tra Europa e Asia: dai primi padri missionari come Teodorico Pedrini che, percorrendo la Via della Seta, arrivò in Cina portando la musica europea alla corte degli Imperatori. O come Joseph Marie Amiot che nel primo Settecento si pose, per primo, il problema di trascrivere in notazione occidentale la musica cinese. Momento emblematico della scoperta europea della musica dell’Oriente e punto di svolta della musica moderna, fu l’Esposizione Universale di Parigi del 1889, quando tutti i più importanti compositori francesi entrarono in contatto con strumenti e sistemi armonici diversi da quelli occidentali e ne furono fortemente suggestionati. Inizia così la moda orientalista e l’esotismo che caratterizza la scrittura musicale di Claude Debussy e Maurice Ravel o i temi di opere di grande successo come Turandot di Giacomo Puccini. I concerti in stagione esploreranno anche la musica proveniente dai confini orientali dell’Europa, come le composizioni di inizio Novecento del greco Manolis Kalomiris, che studiò tra Costantinopoli e Vienna, e dell’armeno Padre Komitas, padre della moderna musica armena, influenzato dalla cultura turca, curda e persiana; in programma anche composizioni dei russi Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, la cui stupefacente concezione mistico-teosofica della musica rivela estasi, allucinazioni, colori e profumi esotici, e Igor Stravinkij, sedotto dalla poesia giapponese. Un percorso che arriva sino alle nuove sonorità di compositori contemporanei come Bright Sheng e Toshio Hokosawa, che fondono stilemi musicali del paese natio con sonorità strumentali “occidentali”; ma anche l’americano Philip Glass, che utilizza elementi sonori tibetani e del quale verrà eseguito il Quartetto d’archi, colonna sonora del film dedicato allo scrittore giapponese Youko Mishima. È proprio dall’incontro, dalla scoperta e dalle influenze culturali reciproche che nascono nuove forme e ispirazioni musicali, percorrendo sentieri diversi e, a volte, inattesi. Con l’idea che anche la musica sia portatrice di un messaggio multiculturale, Palazzo Marino in Musica propone così un tema di forte attualità. Partendo proprio dalla Via della Seta e dal Mediterraneo, ad aprire la stagione, domenica 6 maggio alle ore 11.00, sarà un concerto nel quale si esibiranno, per la prima volta in Italia, cinque artisti internazionali, componenti del Mediterranean Ambassadors Music Experience, neonata realtà musicale fondata da Irina Solinas con i musicisti del Silk Road Ensemble. Il concerto vedrà la partecipazione straordinaria del tablista di fama mondiale Sandeep Das, membro fondatore del Silk Road Ensemble, creato dal violoncellista Yo-Yo Ma. Il Conservatorio G. Verdi propone, domenica 3 giugno, un concerto nel quale saranno eseguiti alcuni grandi capolavori dell’Orientalismo Musicale: dalle atmosfere fiabesche e sognanti del personaggio di Shéhérazade di Ravel, alle Tre liriche giapponesi di Stravinskij, fino alle protagoniste femminili provenienti da fiabe e leggende dell’estremo Oriente nelle opere di Puccini. Il primo luglio il Trio Kanon (dall’unione di delle parole giapponesi: “Ka”, fiore e “On”, musica) presenta alcune delle più belle pagine per trio di archi e pianoforte del compositore cinese Bright Sheng e di Toshio Hokosawa, ritenuto il più importante compositore giapponese dopo Takemitsu. In programma anche Il Trio in la minore di Maurice Ravel, che risente delle influenze dal folklore basco e del nascente jazz americano, così come delle suggestioni medievali della Passacaglia, fino alle melodie dal sapore orientale. La rassegna riprende domenica 2 settembre, ritornando agli inizi Settecento, con l’Ensemble Alraune, che eseguirà, in particolare, alcune Sonate di Teodorico Pedrini insieme alla Suite et Divertissement chinois del francese Joseph Marie Amiot. Il Quartetto Indaco propone, domenica 7 ottobre, i Quartetti per archi di Philip Glass e Claude Debussy insieme alle Miniature per quartetto d’archi su temi popolari armeni di Padre Komitas. A chiudere la stagione 2018, domenica 4 novembre, sarà la pianista Federica Bortoluzzi, con un ricercato programma che mette in luce le forti influenze della musica araba e bizantina su compositori spagnoli e greci di inizio Novecento. In programma anche due pagine di uno dei padri-fondatori della moderna musica per pianoforte, il russo Aleksandr Skrjabin, che guarda al misticismo orientale da un punto di vista più filosofico. La rassegna Palazzo Marino in Musica, patrocinata dal Comune di Milano e giunta alla sua settima edizione, è sostenuta da Intesa Sanpaolo. È organizzata dall’Associazione EquiVoci Musicali sotto la direzione di Rachel O’Brien. La direzione artistica è a cura di Ettore Napoli e Davide Santi. Media partner della stagione 2018 sono le riviste Amadeus e Musica e il canale Classica HD (Sky, canale 138). In occasione dei concerti sono consultabili i volumi della collana storica “Musei e Gallerie di Milano”, edita da Electa e promossa da Intesa Sanpaolo, dedicata al patrimonio museale di Milano. Domenica 6 maggio sarà inoltre eccezionalmente esposta l’opera “Concerto surreale” dell’artista Meloniski da Villacidro.

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