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venerdì 22 giugno 2018 07:39:52
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PAC, ARCHITETTURA: IN MOSTRA OLTRE 60 ANNI DI PROGETTI DELLO STUDIO GREGOTTI

20 dicembre 2017 Cultura

In occasione dei novant’anni di Vittorio Gregotti, il PAC celebra con una mostra antologica, aperta fino all’11 febbraio 2018, la carriera del grande architetto italiano raccontando la sua ampia attività e quella del suo studio in oltre sessant’anni di progetti in Italia e all’estero. Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC di Milano e da Silvana Editoriale, la mostra, riferisce una nota, è curata da Guido Morpurgo con allestimento progettato dallo Studio Cerri e Associati, e inaugura una nuova linea di programmazione con la quale il Padiglione milanese, durante il periodo invernale, celebrerà i grandi maestri dell’architettura e del design italiani, ponendo il loro lavoro in relazione al PAC come esemplare monumento del nostro modernismo: una sequenza di mostre che continuerà nel 2018 con l’antologica su Enzo Mari e nel 2019 con una mostra dedicata a Ignazio e Jacopo Gardella. “Con questa mostra il PAC cerca di approfondire il tema dell’identità della città e del possibile e doveroso dialogo fra memoria e attualità – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno -. Milano infatti sta attraversando una fase di cambiamento, con importanti progetti di trasformazione urbana; come in ogni fase di sviluppo, è necessario disporre di un supplemento di consapevolezza e di riflessione sulle ragioni del cambiamento e sui suoi percorsi.” Il titolo della mostra antologica al PAC stabilisce un ideale continuità con il “Territorio dell’architettura”, programmatico titolo del primo libro di Vittorio Gregotti pubblicato nel 1966, e il percorso si apre infatti con una rassegna di libri e riviste che ricostruisce il vasto panorama delle pubblicazioni prodotte da Gregotti e dallo studio nel corso del tempo, per poi proseguire con una selezione di progetti che restituisce il progetto integrale di Gregotti Associati: lo specifico linguaggio di rappresentazione delle idee di ordine, misura, semplicità e precisione, riconoscibile come identitario di una comunità di architetti e al contempo idealmente estensibile. Lo sviluppo del complessivo progetto dello studio Gregotti – documentato nella mostra con 60 disegni e 40 modelli originali in scala, oltre a 700 tra riproduzioni e fotografie – prende avvio dalle ultime opere per recuperare a ritroso il legame ideale con quelle degli anni ’50. Nuove direzioni si sviluppano poi negli anni ’70 con i progetti per il quartiere ZEN, le università di Firenze, della Calabria e di Palermo, seguite dai concorsi e i progetti per le città europee degli anni ’80. Nell’ultimo decennio si confronta infine con il tema delle rifondazione urbana in Africa e in particolare Cina, con la realizzazione della nuova città di Pujiang, vicino a Shanghai. Il percorso della mostra rappresenta non soltanto una ricerca paziente, ma anche una forma di resistenza contro la dissoluzione dell’architettura nella comunicazione, la sostituzione dei fini con i mezzi tecnici e la mediatizzazione della figura dell’architetto, per riportarla, al contrario, nell’alveo della grande cultura europea. Il catalogo della mostra, edito da Skira Editore, comprende i contributi critici di Rafael Moneo, Joseph Rykwert e Franco Purini.

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