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venerdì 20 luglio 2018 16:14:56
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Ortomercato, via libera dal consiglio comunale al piano di rilancio: progetto da oltre 90 mln

20 febbraio 2018 Politica

Con 25 voti a favore e 6 contrari il Consiglio comunale ha approvato ieri sera il Piano di rilancio dei Mercati all’ingrosso predisposto da Sogemi, la società che si occupa della gestione degli spazi di via Lombroso. Il progetto di riqualificazione e ristrutturazione è stato realizzato coinvolgendo i Grossisti sia sugli aspetti tecnici sia sulla determinazione delle nuove tariffe, che sono state stabilite tenendo conto della futura infrastruttura moderna che consentirà, inoltre, a SoGeMi di innalzare l’efficacia del presidio degli accessi e del controllo della legalità.
Lo Studio di fattibilità tecnico-economica prevede modalità di realizzazione che permetteranno, senza sospendere l’attività, la realizzazione di una Piattaforma Logistica di circa 14.400 metri quadrati (con temperatura controllata a 0 a 16 gradi), la demolizione in più fasi – durante l’avanzamento dei lavori – di tre degli attuali padiglioni del Mercato Ortofrutta con la realizzazione di due nuovi padiglioni, ciascuno di circa 75mila metri quadrati, che ospiteranno complessivamente 214 punti vendita, con personalizzazioni a carico degli Operatori.
Il costo stimato per la riqualificazione è di 94,6 milioni di euro che saranno ripartiti tra SoGeMi (10 milioni di autofinanziamento e 45,6 milioni di euro mediante ricorso a debito bancario) e il Comune di Milano (da un minimo di 39 milioni a un massimo di 49 milioni di euro a titolo di aumento di capitale sociale, in base alla possibilità dell’autofinanziamento di 10 milioni di euro della società).
Il progetto prevede ricavi dalla nuova realizzazione derivanti tramite una tariffa annuale per gli operatori del Nuovo Padiglione Ortofrutta a decorrere dal 2021 da 75 euro/mq annui a 130 euro/mq, a fronte di un reale miglioramento dei servizi e di una più che proporzionale riduzione dei costi gestionali. Inoltre è stato stimato in 95 euro/mq anno, dal 2019, il ricavo derivante dalla nuova Piattaforma Logistica, che funzionalmente sostituirà le attuali tettoie.
Infine, per garantire a SoGeMi una solidità patrimoniale tale da permetterle un più facile accesso al finanziamento bancario, la delibera stabilisce che l’intervento di patrimonializzazione comprenda, oltre al citato aumento di capitale sociale, anche il conferimento in proprietà di aree ed edifici compresi tra via Cesare Lombroso e viale Molise, attualmente in diritto di superficie: un atto di convenzione ne garantirà il permanente utilizzo per le finalità di interesse generale proprie dei Mercati all’ingrosso. Complessivamente, un intervento di oltre 280 milioni di euro per rilanciare i mercati Ortofrutticoli all’ingrosso della città di Milano.
“E due. In questi due primi anni di mandato abbiamo fatto due passi avanti, l’ortomercato dopo gli scali ferroviari, che giacevano da troppo tempo”. Cosi’ il sindaco Giuseppe Sala a margine del consiglio comunale, dopo il voto dell’aula sul piano di rilancio dei mercati all’ingrosso. “Idee per poter fare meglio ce ne possono anche essere tante, ma stiamo lavorando davvero su esigenze non estemporanee. Ci sono da tanto tempo perche’ sono state espresse dalla citta’ da tanto tempo. Io sono convinto che questa sia una buona delibera e sono ancora piu’ convinto che questo deve essere il metodo: meglio affrontare le cose difficili, ma nell’ottica e con la volonta’ di porre fine a dibattiti che hanno bisogno di essere chiusi. C’e’ un tempo per discutere, uno per decidere e ora ci sara’ il tempo per agire”, ha affermato Sala. “Si sta scommettendo sul futuro dell’ortomercato – ha detto il capogruppo del Pd Filippo Barberis nella sua dichiarazione di voto in aula – senza cambiare il protocollo sottoscritto l’estate scorsa con gli operatori, intervenendo sulle stesse aree di via Lombroso e garantendo la continuita’ agli operatori, senza operazioni immobiliari che nulla c’entrano con i mercati generali”. Per Elisabetta Strada della lista Noi Milano “questa e’ un’amministrazione del fare, che e’ riuscita ad affrontare un tema irrisolto da anni, dopo quello della riqualificazione degli scali ferroviari”. Resta “una operazione sbagliata” per Basilio Rizzo di Milano in Comune, in particolare per il conferimento a Sogemi della proprieta’ dell’area dell’ortomercato, come ribadito nella discussione in aula. Una delibera “con cui restano importanti buchi neri” per Fabrizio De Pasquale e con cui “il Pd mette in atto l’eutanasia dell’Ortomercato” per il capogruppo della Lega Alessandro Morelli.

COLDIRETTI: BENE RIQUALIFICAZIONE, MA PREOCCUPAZIONE PER TARIFFE – “Da anni sollecitiamo la riqualificazione dell’ortomercato di Milano, una struttura strategica per il comparto agroalimentare lombardo. Accogliamo quindi positivamente il via libera del Consiglio di Palazzo Marino alla proposta presentata da SoGeMi”. È quanto afferma Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia, nel commentare la votazione favorevole al progetto di rinnovamento del più grande mercato italiano di frutta e verdura all’ingrosso dove ogni giorno passano oltre 9 mila persone.
“E’ da vent’anni che si parla di ristrutturazione – precisa Giorgio Scotti, Presidente del Consorzio Produttori Ortofrutticoli di Milano che riunisce un centinaio di imprenditori agricoli operanti all’interno dell’ortomercato su una superficie di 6mila metri quadrati – L’ok del Consiglio comunale era un passaggio fondamentale che stavamo aspettando e a cui va il nostro plauso. Siamo però preoccupati per il rincaro di oltre il 70% previsto per la tariffa annuale, una scelta che rischia di estromettere dal mercato i produttori milanesi. Speriamo ci siano margini di trattativa per rivedere questi parametri e salvaguardare quelle produzioni stagionali e del territorio che rappresentano un valore aggiunto per l’attività dell’ortomercato”.
Ogni anno – spiega la Coldiretti regionale – in via Lombroso vengono commercializzati circa 400 mila tonnellate di prodotti e il 10% della merce che transita complessivamente all’interno di tutti i mercati ortofrutticoli italiani. “Ci auguriamo – conclude Ettore Prandini – che i lavori possano partire per avere finalmente una struttura al passo con i tempi, evitando però che questo necessario percorso di modernizzazione si trasformi in un boomerang per le aziende agricole che operano negli spazi del mercato”.

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