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‘Ndrangheta, maxi operazione dei carabinieri: 24 arresti. “A Seregno politici asserviti ad interessi criminali”

26 settembre 2017 Cronaca, Politica

Vasta operazione, dall’alba di stamani, di contrasto alla ‘ndrangheta condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, in esecuzione di 3 provvedimenti applicativi di misure cautelari personali emessi nei confronti di 27 soggetti dal gip  del Tribunale di Milano, Marco Del Vecchio, su richiesta dei magistrati Ilda Boccassini, Alessandra Dolci e Sara Ombra della locale Procura Distrettuale Antimafia, e dal gip del Tribunale di Monza, Pierangela Renda, su richiesta dei magistrati Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della Procura della Repubblica di Monza. I destinatari delle misure cautelari (21 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 3 misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio), spiegano i carabinieri, sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per un atto d’ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio e favoreggiamento personale. Tra gli arrestati c’è anche il sindaco di Seregno (Monza) Edoardo Mazza, di Forza Italia. Mazza, ai domiciliari, è accusato di corruzione: secondo gli inquirenti avrebbe favorito un imprenditore vicino alla ‘ndrangheta.

L’attività trae origine dagli approfondimenti avviati nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Milano sui noti summit di ‘ndrangheta tenutisi a Legnano (MI) e a Paderno Dugnano (MI), già oggetto di indagini nell’ambito dell’operazione “Infinito”. L’investigazione – spiegano nel dettaglio i carabinieri – ha consentito di identificare gli elementi di vertice della locale di Limbiate (MB) e di individuare un sodalizio dedito al traffico di ingenti quantitativi di cocaina, con base nel comasco, composto prevalentemente da soggetti originari di San Luca (RC), legati a cosche di ‘ndrangheta di notevole spessore criminale.Nel corso delle investigazioni è inoltre emersa la figura di un affermato imprenditore edile di Seregno (MB), che intratteneva rapporti con importanti esponenti del mondo politico e coltivava frequentazioni, rapporti e scambi reciproci di favori con esponenti della criminalità organizzata, a cui chiedeva interventi vari per raggiungere i suoi scopi. In tale contesto, in particolare, è stato altresì accertato il ruolo determinante avuto dall’uomo d’affari nell’elezionedell’attuale Sindaco di Seregno, Mazza, facendo emergere come l’intercessione fosse legata al proprio interesse di ottenere, da parte degli organi istituzionali dei quali sosteneva la candidatura, la convenzione per realizzare un supermercato nel territorio comunale.

BOCCASSINI: LE INFILTRAZIONI SONO DIVENTATE SISTEMA – “Come è facile infiltrarsi nel tessuto istituzionale di questo territorio: dopo 7 anni posso dire che é sistema”. È quanto dimostra l’operazione di contrasto alla ‘ndrangheta effettuata oggi, secondo il magistrato Ilda Boccassini, della DDA di Milano, che stamani ha così commentato quanto emerso dalle indagini che hanno portato a 24 arresti per cui le procure di Monza e Milano hanno lavorato “con una sinergia esemplare”.

Secondo il magistrato “non tutti denunciano, non si tratta dell’omertà di cui siamo abituati a parlare ma di una situazione di convenienza che c’è da anni – ha spiegato Boccassini . Io mi rivolgo all’antistato per ottenere benefici sapendo che agisco con persone legate alla mafia. È un dato preoccupante che esiste da anni”. Guardando ai nomi emersi oggi, è chiaro che “le persone che non sono state prese nell’operazione Infinito, hanno continuato a commettere reati. Questo significa che quando si comincia, poi si va avanti e solo la morte mi fa essere una persona diversa, tranne in quei casi di collaborazione che però questa volta non ci sono”.

IL PM DI MONZA: “SINDACO ZERBINO, QUADRO DESOLANTE”  – Il procuratore della Repubblica Salvatore Bellomo, riguardo in particolare a Seregno, ha parlato di “un sottobosco di persone che usa le proprie conoscenze criminali. Non dice esplicitamente perché ‘chi deve sapere sa’. Altro che mafia silente, tutti sanno e a Seregno da tempo immemorabile si sa questa cosa”. Dalle indagini in oggetto è emerso ancora una volta che “la ‘Ndrangheta non ha colore, va verso il profitto e va dove è utile permeare, si serve di tecnici e dipendenti che commettono atti illegali con asservimento e vilipendio della pubblica amministrazione”. Bellomo ha più volte sottolineato i toni usati dall’imprenditore “che parlava con il sindaco attuale come fosse suo zerbino. Sono cose desolanti da sentire. Mi ha fatto venire l’amaro in bocca vedere un primo cittadino supino ai desideri di un imprenditore, fregandosene dei suoi autonomi poteri, e che ha spinto a emettere atti illegali. Ora ci sono state 3 interdizioni, effettuate, ma altre 4 sono in sospeso, perché il Gip si è riservato di decidete dopo l’interrogatorio. Oltre al consigliere comunale già citato ci sarebbe coinvolto anche un assessore”. Sara Ombra della Procura Distrettuale Antimafia, ha riferito come nelle indagini sia emerso che “la ‘Ndrangheta non fa favori a tutti, ma li fa mirati e poi chiede il conto”. Ha citato un episodio esemplare in cui l’imprenditore Lugarà aveva chiesto a esponenti della ‘Ndrangheta di indagare sui responsabili di un furto in appartamento ai danni di sua figlia mirando a recuperare anche la refurtiva, ben consapevole che prima o poi avrebbe dovuto restituite il favore. Figure come quelle dell’imprenditore sono per la ‘Ndrangheta un “capitale sociale”

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