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domenica 20 agosto 2017 02:31:43
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Innovazione, Assobiotec spinge candidatura per Ema: “Milano ha carte in regola”

2 maggio 2017 Economia

L’innovazione, in Italia, ma anche in Europa, secondo i dati della Camera di commercio, passa per Milano. Milano con oltre 13 mila attività (+1,7%) si conferma prima in Lombardia ma anche in Italia, precedendo di poco Roma ed è leader soprattutto nel settore chimico con quasi mille imprese su 6 mila nazionali e farmaceutico con 245 su 764. E le imprese lombarde spendono in ricerca e sviluppo più di 3 miliardi di euro all’anno sugli 11 a livello nazionale (27,4%) e danno lavoro a 33 mila addetti su 50 mila totali se si considerano tutti i settori istituzionali, comprese università ed enti pubblici. La Lombardia si piazza all’undicesimo posto tra le principali regioni europee per spesa totale in ricerca e sviluppo (4 miliardi e mezzo di euro), subito dopo Rhône-Alpes e Stoccolma ma prima di Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Madrid, Lazio e Catalogna. Oggi in Camera di commercio, a palazzo Turati, si è tenuta l’assemblea annuale Assobiotec (Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie – Federchimica).
L’obiettivo, spiega Assobiotec, “è quello di sviluppare un confronto su quanto è stato messo in atto finora ma soprattutto su cosa ancora è necessario fare per creare un ecosistema favorevole alla ricerca e all’innovazione biotech, con un occhio rivolto al suo finanziamento e al suo sviluppo industriale”. Il Presidente Riccardo Palmisano ha tirato le somme di quanto svolto in questo primo anno di mandato, presentando le proposte dell’associazione per il prossimo periodo. Tre le priorità ricordate: in primis una governance efficace, certa e centralizzata che consenta di migliorare la gestione delle risorse e definire obiettivi chiari e condivisi in termini di scelte di investimento a livello di settore. Una governance complessiva, che parta dalla ricerca di base e arrivi all’accesso al mercato, guardando al continuum di questo percorso e non a una serie di tasselli staccati e tra loro indipendenti. La seconda priorità è quella legata alla definizione di una strategia nazionale dell’innovazione e della ricerca di medio e lungo periodo, caratterizzata da un forte orientamento alla competitività industriale e al mercato, capace innanzitutto di indirizzare gli investimenti su progetti meno frammentati e più ambiziosi, ma anche di costruire uno strumento fortemente incentivante per chi fa innovazione, utilizzando la “fattispecie” recentemente introdotta di Piccola Impresa Innovativa. La terza, infine, è quella della creazione di un fondo di Venture Capital dedicato alle biotecnologie che possa favorire la nascita e rappresentare un punto di riferimento per operatori finanziari esteri interessati a co-investire nel nostro Paese.
L’agenda dei lavori è focalizzata su alcune importanti sfide che il sistema Italia è chiamato ad affrontare e che ha il dovere di vincere per dare slancio al comparto delle biotecnologie applicate alle scienze della vita, all’agroalimentare, all’industria e all’ambiente. Il riferimento va in particolare alle eccezionali opportunità costituite da Human Technopole ed Ema, l’autorità europea di autorizzazione dei medicinali, ma anche a un progetto complessivo che dagli incentivi fiscali e dalla semplificazione burocratica arriva fino alla costituzione di una regia centralizzata e al trasferimento tecnologico. Questo il messaggio del Presidente: «Nella nostra visione servono un piano unitario che guardi oltre i tempi di una legislatura e uno sforzo comune di istituzioni politiche nazionali e regionali, università e ricercatori, imprese e capitale di rischio. Una sorta di Piano 4.0 per la Ricerca e l’Innovazione Biotecnologica. Le basi per far sì che il biotech diventi uno tra i motori per la ripresa dell’Italia ci sono tutte: il Governo ha intrapreso la strada virtuosa delle riforme atte a favorire gli investimenti in innovazione, la ricerca italiana continua a mostrare vivacità con alcune punte di eccellenza, si cominciano a sviluppare anche in Italia fondi dedicati, ma soprattutto le opportunità offerte da Human Technopole ed Ema a Milano possono fungere da acceleratori per l’intero comparto. Per questo diciamo che l’Italia non può perdere questo momento e queste opportunità per diventare competitiva ai più alti livelli in uno dei settori su cui si baserà il futuro del pianeta, le biotecnologie».
Sulla candidatura di Milano a ospitare Ema: «In Assobiotec pensiamo che Milano abbia tutte le carte in regola per poter vincere questa partita e che sia la candidata ideale dell’intera Europa. Ha leadership, competenze e professionalità, eccellenze nella sanità pubblica e privata, nella medicina e nella ricerca, innegabile e storica vocazione al progresso, all’internazionalità e all’innovazione. Basti pensare che quest’area investe ogni anno 7 miliardi in ricerca e sviluppo ed è la prima, in Italia, per numero di brevetti, start up innovative e imprese biotech. La recente nomina dell’ex Ministro Enzo Moavero a consigliere del Premier ci sembra che possa essere la mossa giusta per dare la spinta decisiva a questo ambizioso progetto. In qualità di ex Ministro degli affari europei, il Professor Moavero si presenta con la credibilità necessaria a promuovere la candidatura italiana in Europa. Insomma, a nostro avviso, l’uomo giusto al posto giusto». E ancora: «La combinazione di Human Technopole ed Ema a Milano significherebbe l’unione di due grandi investimenti strategici, due progetti di alto profilo scientifico e internazionale, ma soprattutto rappresenterebbe la conferma che il nostro Paese ha deciso di fare sul serio nel puntare su eccellenza scientifica e tecnologia come elementi chiave per rendere l’Italia più competitiva e attrattiva in un settore cruciale per il futuro delle giovani generazioni e per la qualità della vita di tutti».

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