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venerdì 18 agosto 2017 03:20:02
omnimilano

Musulmani in Santa Maria di Caravaggio
“Fraterno saluto nel nome del Dio unico”

31 luglio 2016 Cronaca, Politica

Dieci rappresentanti della religione musulmana sui primi banchi in Santa Maria di Caravaggio ad assistere alla Messa. L’ingreso in chiesa con il vicario parrocchiale, don Paolo Croci. Un abbraccio. Parole di saluto reciproco davanti all’altare. Poi la partecipazione a tutta la liturgia, lo scambio del segno di pace con il sacerdote, con una suora e con i fedeli, il Padre Nostro. E’ il gesto che stamani hanno condiviso con la parrocchia di via Borromini e con la Diocesi alcuni rappresentanti delle comunità musulmane milanesi, che hanno aderito alla presa di posizione dell’Istituto di Alti Studi Islamici (Ihei), che ha espresso il proprio sgomento di fronte al “barbaro omicidio” di padre Jacques Hamel a Rouen a pochi giorni dall’attacco di Nizza. “La nostra e’ una presenza semplice, un fraterno saluto nel nome del Dio unico al quale tutti ci rivolgiamo e per il quale dobbiamo gareggiare in opere buone”: questo il saluto portato dall’imam Muhyiddin Bottiglioni. Alla Messa delle 11 la parrocchia ha accolto la delegazione di dieci rappresentanti delle comunita’ islamiche milanesi, in particolare del Coreis, della Casa della Cultura musulmana di via Padova, della comunita’ somala: con Bottiglioni, fra gli altri, l’ambrogino d’oro Asfa Mahmoud e l’antropologa Maryan Ismail. “Benvenuti nella nostra chiesa – ha detto accogliendoli ai piedi dell’altare il vicario parrocchiale don Paolo Croci – che non e’ solo un luogo di culto ma una casa comune, dove troviamo le nostre radici e la forza del nostro presente e costruiamo il nostro futuro. E in questo momento il nostro futuro e’ piu’ vicino”. Una “scelta obbligata”, quella della chiesa di Santa Maria di Caravaggio, per l’incontro di oggi: “Siamo vicini alla moschea di via Meda, siamo dirimpettai, e buoni vicini di casa. Grazie davvero per essere qui” ha detto don Croci: “Il vostro saluto e’ un segno bello, che aspettavamo, per dire come tutte le comunita’ condannino la violenza in nome di Dio. Questo evento e’ il primo mattone del ponte della reciproca conoscenza, il punto di partenza di una riflessione comune perche’ tutte le religioni prendano coscienza della necessita’ di un vero dialogo”.

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