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MUSEI, PROGETTO RICERCA POLITECNICO MISURA IMPATTO ED EFFICIENZA GESTIONE

12 dicembre 2017 Cultura
Un nuovo modello per la misurazione dei musei che integra in un unico documento la misurazione dell’impatto, la soddisfazione del pubblico e l’efficienza nell’utilizzo delle risorse. Lo ha messo a punto il Politecnico lavorando al progetto di ricerca “Good Practice Musei”, attivato nel 2017, insieme a Museo Palazzo Reale di Genova, Palazzo Ducale di Mantova e Musei Reali di Torino e finalizzato allo sviluppo ed applicazione di un nuovo approccio partecipato per la misurazione dei Musei dotati di autonomia.
I numeri – illustrati stamani in un incontro presso l’ateneo di piazza Leonardo – mostrano una fotografia positiva dell’impatto dei tre musei coinvolti: mediamente l’85% dei visitatori si sente coinvolto dall’esperienza museale, il 76% ritiene che il museo contribuisca positivamente alla vita cittadina, il 74% si sente ispirato della visita ed il 73% dei visitatori ritiene che il museo contribuisca all’inclusione culturale e delle comunità. Per migliorare è tuttavia importante conoscere meglio i visitatori; le analisi mostrano eterogeneità rispetto a varie dimensioni tra cui la provenienza geografica. Mediamente il 77% dei visitatori è italiano; ci sono però delle differenze: alcuni musei sono frequentati soprattutto da italiani mentre altri contano il 50% di visitatori stranieri (europei ed extra-europei). Confermato invece il trend internazionale per il quale i visitatori dei musei hanno titolo di studio elevato: l’86% dei visitatori ha un diploma o una laurea; risulta più difficile, invece, attrarre non diplomati. Molto buono anche il riscontro sui servizi: il 97% dei visitatori è complessivamente soddisfatto della visita ed il 90% valuta positivamente la qualità degli allestimenti. Sito web ed accessibilità alle strutture sono invece i due aspetti che registrano punteggi più bassi, pur raggiungendo il 50% di giudizi positivi.
Riguardo a quali e quante risorse mettano in campo i musei, l’analisi comparata evidenzia che in media il 53% del personale interno è dedicato ad attività di vigilanza e sorveglianza, con percentuali differenti rispetto alla ripartizione del personale interno sulle altre attività quali servizi al pubblico, gestione e valorizzazione del patrimonio ed attività amministrativa.
In aggiunta al modello di misura, il confronto dei dati raccolti per i tre Musei ha permesso di mutuare buone pratiche ed identificare problemi comuni. Il progetto, ha coinvolto in via sperimentale tre Musei dotati di autonomia, ed è in via di applicazione anche in altri Musei. Il progetto è la prova che la Riforma messa in atto dal Ministro Franceschini vede i Direttori dei Musei dotati di autonomia in prima linea per misurarsi e migliorare. Inoltre i risultati del progetto offrono spunti utili per proseguire l’implementazione della riforma, evidenziando punti di forza e debolezza.
Il progetto si fonda sulle conoscenze e competenze “poli-tecniche” – sottolinea l’ateneo – integrando i principi di management con gli aspetti legati alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale. Un team di ricerca composto da architetti e ingegneri gestionali, ingegneri informatici e designer sta proseguendo il lavoro attraverso un percorso partecipato con le istituzioni culturali al fine di identificare ed implementare strategie di gestione, valorizzazione e conservazione del patrimonio artistico e culturale. “Il museo diventerà sempre più un luogo d’incontro, un forum capace di far dialogare i diversi aspetti della cultura umana, mettendo alla base l’esperienza dell’oggetto vero, the real thing”, ha detto Peter Assmann, direttore del Complesso di Palazzo Ducale di Mantova. Secondo Serena Bertolucci direttore di Palazzo Reale di Genova – Polo Museale della Liguria, “il museo è un compagno di viaggio, nello spazio, nel tempo, fuori e dentro di noi verso il futuro.
Non è affatto un bene immobile, si muove e fa muovere. Basta dargli credito”. “Il museo del futuro è un’istituzione inclusiva, radicata nella società e orientata a interpretarne le esperienze, i bisogni e le prospettive. Un luogo di sviluppo e di riconciliazione delle conoscenze; un servizio reso sostenibile dal contributo che la sua azione saprà portare ai valori e alla vita della comunità”, è l’opinione di Enrica Pagella, direttore dei Musei Reali di Torino.

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