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MUSEI, DA BRERA A CENACOLO: DOMANI ASSEMBLEE SINDACALI CONTRO “RIFORMA FARSA”

27 gennaio 2016 Politica

I lavoratori degli istituti dei Beni Culturali di Milano e Mantova saranno riuniti in assemblee cittadine. A Milano presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera dalle 12.45 dalle 14.45 e a Mantova presso Palazzo Ducale dalle 12.45 alle 14.45. Lo comunicano i sindacati lombardi che annunciano disagi nelle aperture di Pinacoteca di Brera, Cenacolo Vinciano, Biblioteca Braidense, Archivio di Stato; e di Mantova: Palazzo Ducale; Archivio di Stato, Museo Archeologico.
“Per i lavoratori del Ministero dei Beni culturali – spiegano Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa – si prospetta un ulteriore intervento normativo calato dall’alto, senza confronto con i lavoratori e i sindacati e i dirigenti Mibact coinvolti sul territorio, e senza aver prima risolto i molteplici problemi organizzativi, a partire dalla carenza di personale, in tutta la Lombardia molto grave, in particolare nei profili specialistici e nelle figure intermedie. Tutto ciò quando ancora non è stata completata la riforma attivata a inizio 2015, con l'avvio dei nuovi poli museali e dei musei autonomi, che finora ha prodotto una paralisi funzionale delle strutture interessate. Si dimentica – proseguono i sindacati – che il punto di forza cui è ancorata la funzione costituzionale del Ministero Beni Culturali, cioè la tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e del paesaggio, passa attraverso le Soprintendenze. La suddivisione oggi proposta appare sotto molti punti di vista incomprensibile e non idonea a raggiungere gli obiettivi indicati (nella nostra regione la Soprintendenza Archeologica scompare e le due soprintendenze esistenti si sdoppiano, accogliendo le competenze archeologiche, con lo stesso personale).
Come Fp Cgil – Cisl Fp e Uil Pa Lombardia contestiamo nel merito e nel metodo il decreto con la seconda fase della riforma, in quanto rappresenta una destrutturazione e frammentazione della tutela del patrimonio con il serio rischio che si arrivi alla cessione dei servizi e delle funzioni da parte dello Stato a terzi.
Non è al cambiamento che diciamo no, ma al rischio di consegnare il territorio agli interessi degli speculatori. Già oggi, tra grandi opere ed espansione edilizia senza controllo, il consumo di suolo in Italia è di 8mq al secondo, il triplo della media europea. È imperativo non depotenziare quei presidi di base che sono le Soprintendenze; al contrario, bisogna mantenere in capo ad esse la direzione tecnica e scientifica nell’articolazione attuale storicamente collaudata, e dotarle di risorse da investire nel rafforzamento delle competenze, con una seria politica di assunzioni”.

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