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Moschee, Caim ricorre al Tar contro il Comune e attacca la Regione: “Legge incostituzionale, libertà culto sia effettiva”

7 novembre 2016 Cronaca, Politica

Il Caim ha presentato un ricorso al Tar per impugnare la decisione dell’amministrazione comunale di Giuseppe Sala di chiudere il bando riguardante i luoghi di culto aperto dalla precedente giunta guidata da Giuliano Pisapia. Ad annunciarlo è il coordinatore del Caim Davide Piccardo in una conferenza stampa al Vitruvio center. “Noi – ha spiegato Piccardo – oggi siamo qui per dire che non riteniamo concluso questo percorso e nei giorni scorsi abbiamo presentato un ricorso al Tar con cui impugniamo la revoca di questo bando e contestiamo anche la costituzionalità della legge regionale che il Comune ha utilizzato come motivo per revocare il bando a danno delle associazioni che avevano vinto”. Il ricorso è stato presentato insieme alla ‘Bangladesh Cultural & Welfare Association’, associata del Caim che, col precedente bando, si è aggiudicata gli ex bagni pubblici di via Esterle. L’obiettivo del ricorso, spiega Piccardo, non è chiedere un risarcimento economico per le risorse che le associazioni hanno impiegato per partecipare al bando: “non vogliamo mettere le mani nelle tasche dei milanesi, ci interessa di più affermare un principio giuridico”, quello della libertà di culto. Per questo motivo si chiede all’amministrazione di prendere una posizione: “Il comune deve fare una scelta: difendere la legge regionale o difendere i diritti delle comunità religiose”. In questa battaglia, sottolinea Piccardo sollecitato dai cronisti, “crediamo di poter contare su Sumaya Abdel Qader”, che è stata membro del direttivo del Caim “e su altri consiglieri comunali che hanno a cuore la questione del diritto di culto in questa città. Chiediamo anche a loro di fare la loro parte”. Quella che si è aperta con la revoca del precedente bando è una “frattura” che “se non verrà sanata adeguatamente e passerà l’idea che ci si può prendere impegni nei confronti della comunità e poi tradirli non ci sono garanzie per le azioni future”. Il riferimento è al nuovo percorso che il Comune ha avviato chiedendo alle associazioni religiose di presentare delle manifestazioni di interesse per la costruzione di nuovi luoghi di culto. A quella chiamata il Caim ha partecipato con alcune sue associate perché “l’atteggiamento nei confronti dell’amministrazione non è di chiusura, ma secondo noi gli strumenti e le scelte che sono state adottate – precisa Piccardo – non sono le più appropriate perché si è deciso di mettere da parte un percorso che già esisteva”. Nello specifico, il Caim si rivolge al Tar per appellarsi contro la decisione di revocare il bando, ma in quella sede spera che venga sollevata una questione di incostituzionalità della legge regionale cosiddetta anti-moschee che prevede, per la realizzazione di nuovi luoghi di culto, la creazione di un piano delle attrezzature religiose. “Ci aspettiamo che l’amministrazione ci si affianchi in questa battaglia perché è una battaglia di civiltà”, spiega l’avvocato Luciano Quarta che rappresenta in Caim in questo percorso.document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);

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