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sabato 18 novembre 2017 07:32:26
omnimilano

MONZA MAKERS

5 dicembre 2015 start-up

“The new Made in Italy” è quanto proposto dalla Città del Mobile per definizione, Lissone (MB), da tre makers ed un imprenditore “nativi” che si propongono nel settore distinguendosi perché in grado di modellare, e non solo di stampare da file già fatto. Uniti, si chiamano Monza Makers e ci sono competitors milanesi che bussano alla loro porta per questa parte di modellazione che completa il servizio da loro proposto al cliente: “dal design alla modellazione, appunto, dalla prototipazione fino alla stampa 3D”.

Forti di tecnologie nuove e in evoluzione costante, determinati a diventare un punto di riferimento su larga scala nel settore ma allo stesso tempo convinti di voler tenere i piedi per terra, nella terra d’eccellenza dell’artigianato italiano, i makers di questo innovativo made in Brianza sono tre 26enni. Due di loro, Simone Zanotti e Jacopo Sala, erano compagni di classe, addirittura: “abbiamo comprato due stampanti 3D (una Flashforge Creator Pro e una Delta 20×40 Wasp) e l’avventura è cominciata” raccontano. A seguire la parte social, in cui sono “inevitabili” (Facebook, Google Plus, Twitter, Instagram, Vine, Pinterest, YouTube oltre a 3D Hubs, Thingiverse, My Mini Factory, Threeate e all’istituzionale LinkedIn) è arrivato un amico coetaneo, Fabrizio Scalco, e in tre con il loro brand si sono fatti notare da un imprenditore della stampa 2D di Lissone, Donato Rosato. “Da lì è stato un passo il costituire la società e traslocare da Monza in via Cappuccina, a Lissone”. Sì, prima erano a Monza, in una sede del tutto inusuale ma già insonorizzata: la taverna di Zanotti, dove prima, da solo, si dilettava a suonare la batteria, poi con i due amici ha iniziato a “smanettare” con le stampanti a tutte le ore, nel silenzio “insonorizzato” per la fortuna della famiglia Zanotti che li ha ospitati, senza mai fargli mancare la puntata pomeridiana di Futurama su Italia 1. “La nostra pausa doveva coincidere con quella mezz’ora. Quel cartone è geniale e magari ci porterà bene, dato che la stampa 3D è il futuro” ricordano.
Lo sguardo dei makers è rivolto avanti, ma di strada ne hanno già fatta, dai primi lavori entrati – un joystick, un telecomando, la struttura di un drone il modello di un affumicatore, una ruota di una bicicletta – fino ai più recenti – la ‘soda gun’ per la Flair Academy di Milano – e ai futuri: un progetto “misterioso” rivolto agli amanti degli animali.
La clientela a cui si rivolgono è trasversale: “dal professionista (architetto, designer, …) che vuole i stampare dei modelli, a studenti alle prese con progetti di tesi o tesine, dal privato che voglia farsi modellare un pezzo su misura o portare un modello già pronto per essere stampato, fino a chi, spulciando tra i nostri prodotti di design, rimane particolarmente colpito da qualcosa”. Ad esempio le ultime stampe, 3D ovviamente, hanno dato luce a un vaso per piante “intelligente”, che ricicla l’eventuale acqua in eccesso indirizzandola in un “sottovaso incorporato” in cui c’è altra terra con altre piante. Oppure all’appendiabiti a forma di onda, delle lettere poi andate a formare l’insegna di un noto locale di Seregno. Non mancano, da sempre ma sempre diverse, “lampade particolari e molto altro”, c’è un mondo di cose da creare.

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