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Moda, settimana milanese vale per gli alberghi un indotto da 15 milioni

20 settembre 2016 Economia

A Milano, la settimana della moda femminile ha un impatto di 15 milioni di euro in ricavi per le imprese del settore alberghiero del territorio milanese. I ricavi si concentrano nelle prime tre giornate di sfilate. Una stima realizzata sulla base di una continuità con l’edizione di febbraio, quando si è superata un’occupazione delle camere superiore all’80% con punte del 90% nelle prime giornate, il 60% dei ricavi totali. Un dato cresciuto di circa il 15% tra 2015 e 2016. Sono alcuni dei dati che emergono da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati RES STR Global.
In Italia la moda e’ un settore da 239mila imprese, 849mila addetti e un business da 113 miliardi. Milano prima per fatturato con 20 miliardi e 87 mila addetti. Per numero di imprese prime Napoli con 21 mila e Roma con 16 mila, davanti alle 14 mila di Milano. In Lombardia tiene il settore con le sue 36 mila imprese, stabile in un anno rispetto al -0,6% in Italia, circa mille imprese in meno). Il design è soprattutto lombardo, con circa 4 mila imprese, su 17 mila in Italia, quasi la metà a Milano. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese a giugno 2016 e 2015.
Le imprese della moda in Italia sono 239 mila. I principali settori: circa 81 mila nel commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento e circa 47 mila nella confezione di articoli di abbigliamento. Superano le 17 mila le attività di design specializzate. Lieve calo per il settore in un anno, -0,6%, si perdono 1.333 imprese.
Per numero di imprese, prime Napoli, Roma e Milano. Prima Napoli con 21 mila imprese (9% nazionale), circa 8 mila nel commercio di abiti e quasi 3 mila nella produzione di abbigliamento, oltre 1500 specializzate in pelletteria. A Roma sono 16 mila le imprese (7%) con oltre 7 mila nel commercio, quasi 2 mila nella produzione e oltre 800 nel design. Terza Milano con circa 14 mila imprese, di cui circa 3 mila sia nel commercio che nella produzione di vestiti e col primato di quasi 2 mila stilisti. A Firenze sono circa 10 mila le imprese, di cui 4 mila nella pelletteria e oltre 2 mila nella fabbricazione di vestiti. Subito dopo Prato con circa 8 mila imprese, di cui 4 mila nella produzione di abiti. Per addetti prima Milano con 87 mila, poi Napoli con 50 mila, Firenze con 44 mila, Prato con 36 mila, Vicenza con 34 mila, nelle sue circa 4 mila imprese e Roma con 26 mila. Un settore da 113 miliardi di business in Italia. Prima per fatturato nel settore moda Milano con 20 miliardi, poi Vicenza con 8, Firenze con 7, Napoli con 5, Treviso e Prato (4), Verona, Como, Padova e Roma con 3.
Le imprese di moda in Lombardia. Sono 36 mila le imprese di moda in Lombardia, stabili rispetto allo scorso anno su 239 mila in Italia. I principali settori: circa 9 mila nel commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento e circa 8 mila nella confezione di articoli di abbigliamento. Superano le 4 mila le attività di design specializzate, quasi la metà a Milano, una forte concentrazione sulle 17 mila in Italia. Stabile il settore in un anno, tiene meglio rispetto al -0,6% nazionale. Prima Milano con 14 mila, poi Brescia e Bergamo e Varese con circa 4 mila, Como con 3 mila e Monza con oltre 2 mila. Moda guidata dalle donne in quasi un caso su due. Tra le prime aree dove si lavora nel fashion, moda in mano a titolari donne a Torino (48%) e Roma (40%), una su due, quasi la metà delle imprese. Più basse Milano e Napoli con una su tre, circa il 33%. Media italiana di donne titolari del 42%. Moda guidata dai giovani nell’11% delle imprese. Più presenti i giovani a Napoli (16%) e Prato (14%), meno a Roma e Milano (circa 9%). Titolare straniero nel 18% delle imprese di moda. Soprattutto a Prato (61%), Firenze (39%), alta la presenza anche a Milano e Roma, circa 25%, rispetto a Napoli dove sono solo il 13%. Moda artigianale nel 29% dei casi. Soprattutto a Prato e Firenze (circa 50%), meno a Napoli (9%), Roma (17%) e Milano (26%).

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