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venerdì 22 settembre 2017 06:46:16
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MODA, CCIAA: PIÙ UOMINI A GUIDA IMPRESE SETTORE, PARI CON DONNE TRA GIOVANI

15 giugno 2017 Cronaca, Economia
Quello della moda è un settore in lieve prevalenza maschile col 58% del settore controllato da uomini in Italia nel 2017. Cresce il peso maschile per gli addetti: il 75% ha un capo uomo. Un dato che, secondo i numeri della Camera di commercio di Milano nei giorni delle sfilate per la moda uomo al via domani, si rafforza rispetto a cinque anni fa, quando era il 56% per le imprese. Il business è più maschile a Fermo (72%), Biella (70%), Pisa (69%), Napoli (68%), Milano (67%). Si tratta, si spiega in una nota della Camera di commercio, di un settore in cui Milano domina a livello nazionale con 91mila addetti su 867mila in Italia. Pesano anche Napoli con 54mila, Firenze con 46mila. Per numero di imprese prima Napoli con 21mila, poi Roma con circa 16mila e Milano con 14mila. Tra i giovani cresce il peso delle donne e la parità è raggiunta (50% in Italia e 53% in Lombardia). “La presenza femminile è importante nelle imprese del settore della moda, che si rivolgono in particolare ad una clientela e ad un’immagine femminile in evoluzione – afferma Federica Ortalli, presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio di Milano -. In questi giorni protagonisti dello stile a Milano saranno gli uomini. Cresce il peso maschile nelle imprese. Diversa è la situazione tra i giovani, tra loro la parità nel controllo aziendale è pienamente raggiunta”.
In Lombardia sono 36 mila le imprese nel settore moda, di cui 14 mila a Milano, 4 mila a Brescia e Bergamo, 3 mila a Varese e Como. Per addetti, dopo Milano con 91 mila, ci sono Bergamo con 18 mila, Como, Varese e Brescia con 16 mila, Mantova con 15 mila. Cresce il peso delle imprese maschili nella moda in cinque anni in regione, dal 61% al 62%. Pesano di più gli uomini a Milano (66,5%), Varese (66,1%), Como (65,7%). Il 90% degli addetti a Milano lavora per un uomo, segue Como con l’85%, Lecco e Mantova con 82%.
I settori. Si tratta di imprese nelle industrie tessili (15 mila in Italia, di cui 4 mila in Lombardia), confezione di abbigliamento (46 mila e 8 mila), fabbricazione di articoli in pelle (21 mila e quasi 2 mila), altre attività manifatturiere (11 mila e 1.446), commercio all’ingrosso (28 mila e 6 mila), commercio al dettaglio (96 mila e 10 mila), design (18 mila e 4 mila).

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