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lunedì 19 febbraio 2018 00:51:34
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MM, dal censimento del patrimonio Erp riemergono 2 mila alloggi ‘fantasma’

14 dicembre 2017 Politica

Circa 2000 case popolari “fantasma”, rimaste nascoste e sfuggite ai database delle tante gestioni che si sono succedute negli anni e che sono “riemerse” grazie al censimento di Metropolitana Milanese, la società che ha in gestione il patrimonio immobiliare di Palazzo Marino. E’ uno dei dati emersi dalla presentazione dell’anagrafe dell’utenza nell’edilizia residenziale popolare. Un’indagine che ha permesso di fotografare non solo quali e quante sono gli appartamenti popolari, ma anche i suoi abitanti. Per facilitare la raccolta di documentazione e per “essere più vicini agli inquilini” – come spiegato da Davide Corritore, ad di MM – sono stati predisposti 63 punti di raccolta nei quartieri, negli spazi comuni degli stabili e nelle parrocchie, coinvolgendo anche i sindacati e i comitati degli inquilini. Oltre l’80% dei convocati ha risposto e concluso l’intervista utile al censimento, ma rimane una parte di popolazione “nascosta” – circa 1500 nuclei famigliari non si sono presentati – perché non più titolare dei requisiti necessari per avere l’alloggio pubblico o perché abusiva. Gli occupati non in regola, infatti, sono oltre 1200. Un dato diminuito rispetto al 2014, quando erano 1700, e che al momento è “azzerato” – come ha spiegato il dg Stefano Cetti – grazie alle squadre di pronto intervento che agiscono in flagranza e non consento l’occupazione dello stabile. Secondo i dati dei nuclei famigliari analizzati (circa 23 mila, per i 50mila abitanti che vivono nelle case popolari) è emerso che il 53% è formato da over 65, rivelando una popolazione anziana. Per quanto riguarda la popolazione viene smentita l’idea secondo cui la maggior parte degli abitanti è straniera: solo il 22% dei nuclei famigliari è composto da extracomunitari, come egiziani e marocchini. Obiettivi del 2018 – oltre alla riqualificazione degli appartamenti tramite investimenti su nuove tecnologie e sensori per il controllo da remoto di eventuali guasti di ascensori, riscaldamento impianto idrico – anche il coinvolgimento di alcune aziende private: “stiamo stiamo ragionando su servizi e prodotti che le aziende milanesi potrebbero mettere a disposizione degli inquilini, per migliorarne la vita all’interno delle case popolari”, ha spiegato Corritore. Per l’assessore Rabaiotti “resta il tema delicato della segregazione sociale: il vero problema è che in questi quartieri risiedono persone che non sempre riescono a stabilire un rapporto positivo con la città e ancora di più è vero il contrario. Dobbiamo cercare – ha detto a margine della presentazione – di superare questa situazione”. Accanto al tema della riqualificazione edilizia “c’è quello degli interventi sociali” come vuole il “piano periferie: cioè di portare attività sportive culturali e sociale che vanno messe a sistema per rendere virtuoso il contatto con questi quartieri”.

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