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giovedì 24 agosto 2017 01:10:32
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Migranti, Scola: “Con accoglienza intelligente è possibile un futuro nuovo”

30 agosto 2016 Cronaca

“Io sono rimasto molto impressionato dalla semplicità e dalla naturalezza con cui le persone che sono qui si sono mescolate, con molta apertura e questo riempie il cuore di speranza e ci fa capire che, nonostante il travaglio e la fatica che questo fenomeno massiccio dell’emigrazione ci sta imponendo, c’è la possibilità di un futuro nuovo. Se ci decidiamo a praticare un’accoglienza equilibrata, intelligente queste perone ringiovaniranno il cittadino europeo e anche milanese”. È l’opinione dell’arcivescovo Angelo Scola in visita all’oratorio Don Luigi della parrocchia Beata Vergine Assunta di Bruzzano che, dal 22 luglio e fino al 2 settembre, ha accolto e ospiterà 365 profughi. Il cardinale è stato accolto dagli ospiti della struttura e dai volontari, guidati da Don Virginio Colmegna, presidente della Casa della Carità che ha realizzato il progetto, e don Paolo Selmi, parroco della parrocchia ospitante. Insieme hanno pregato, accompagnati dalla voce di una giovane ragazza congolese che ha cantato una preghiera nella sua lingua, e poi hanno ricevuto la benedizione del cardinale. Infine, Scola ha visitato la struttura, soffermandosi nella stanza adibita a dormitorio e in quella adibita a mensa. A chi gli fa notare che, nonostante il numero elevato di persone accolte, non ci sono state proteste da parte dei residenti della zona, risponde:”a me non stupisce tanto perché il popolo ha dentro questo moto di compassione verso chi è nel bisogno. Se le cose sono proposte bene come è stato fatto qui, l’accoglienza diventa possibile e praticabile e allora nessuno trova motivo per resistere, se non nella paura, che peraltro è comprensibile, e nel pregiudizio”. E infatti il progetto, che non è stato sovvenzionato da nessun ente pubblico, ha potuto contare su un centinaio di volontari di tutte le età a cui si aggiungono i medici e gli esperti. Le persone accolte – 365 in tutto il periodo, per un massimo di 100 al giorno e attualmente un quarantina – appartengono a 13 nazionalità diverse, in maggioranza eritrei. Molti di loro hanno espresso il desiderio di proseguire il loro viaggio verso il nord Europa, una ventina invece hanno intenzione di chiedere asilo in Italia. L’iniziativa va avanti da tre anni, il primo dei quali si è svolta ad Affori.

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