"/>
lunedì 16 luglio 2018 08:45:01
omnimilano

Migranti, rapporto Ismu: quasi sei milioni in Italia, nei prossimi vent’anni previsioni stabili

5 dicembre 2017 Senza categoria

Sono 5 milioni e 958mila gli stranieri (regolari e non) che vivono in Italia, al primo gennaio 2017, con un aumento di 87mila unità (+1,5%) rispetto all’anno precedente. Un incremento dovuto soprattutto alla componente irregolare (+56mila), che registra una lieve ripresa: al 1° gennaio 2017 non sono in possesso di un valido titolo di soggiorno 491mila stranieri (contro i 435mila alla stessa data dell’anno precedente). L’incidenza degli irregolari sul totale della popolazione straniera presente è quindi dell’8,2%. E’ quanto emerge dal XXIII rapporto della Fondazione Ismu sulle migrazioni presentato stamani che stima in questi numeri le presenze regolari e irregolari in Italia.
Per quanto riguarda le provenienze, anche per il 2016, il rapporto Ismu conferma il primato dei rumeni, che, con quasi un milione e 169mila residenti, rappresentano il 23,2% del totale, cui seguono circa 450mila albanesi (8,9%) e 420mila marocchini (8,3%). ISMU inoltre sottolinea una crescita delle acquisizioni di cittadinanza: nel corso del 2016 si contano ben 202mila nuovi italiani (in 4 casi su 10 si tratta di minori). “Per quanto riguarda gli arrivi, i dati quantitativi sulla presenza straniera in Italia non sembrano mettere in luce dinamiche e prospettive preoccupanti – sottolinea il rapporto Ismu -. Infatti anche se gli sbarchi sulle coste italiane sono passati da 63mila del 2011 a 181mila del 2016 (mentre nel 2017, al 4 dicembre, se ne contano oltre 117mila), non siamo di fronte a un’invasione”. Per il futuro, in base alle stime di Fondazione ISMU, estrapolando le tendenze in atto nel periodo 2014-2016 (tenuto conto delle crescenti acquisizioni di cittadinanza), nel prossimo ventennio potremmo assistere a un sempre più ridotto incremento della popolazione straniera iscritta nelle anagrafi dei comuni italiani, sino a raggiungere un massimo di 5 milioni e 374 mila unità alla fine del 2033 e a dar vita, da allora in poi, a una fase di sostanziale stabilità (i residenti si assesterebbero quindi sui 5,3 milioni)”. Sul fronte lavorativo, poi, il rapporto evidenzia che gli stranieri occupati nel 2016 raggiungono la cifra di 2 milioni e 401mila, contro i 2.359.065 del 2015 e rappresentato il 10,5% dell’occupazione complessiva. Il lavoro immigrato resta in netta prevalenza di tipo dipendente (86,6% degli occupati rispetto al 74,8% degli italiani) e operaio (76,6% rispetto al 30,7% degli italiani). Diminuisce la disoccupazione: nel 2017 gli stranieri senza lavoro sono 437mila, contro i 456mila del 2015. Una particolare attenzione merita il fenomeno dell’inattività: nel 2016 sono 1 milione e 181mila gli stranieri inattivi in età lavorativa (ovvero tra i 15 e i 64 anni), di cui il 72% per cento è costituito da donne. Rimangono invece stabili gli alunni stranieri presenti nel sistema scolastico italiano: nell’anno 2015/2016 gli studenti non italiani sono 814.851 (solo 643 in più rispetto all’anno scolastico precedente) e rappresentano il 9,2% del totale della popolazione scolastica.

Condividi questo articolo