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Migranti, porte aperte alla caserma Montello per giornata di festa “Oltre i muri”

18 marzo 2017 Cronaca

Gli spazi della caserma Montello, dove da novembre scorso sono ospitati centinaia di migranti, si aprono per la prima volta al quartiere e alla cittadinanza. Da questa mattina alle undici le porte della caserma sono aperte per la festa “Libera Montello-Oltre i muri” organizzata dal comitato Zona 8 solidale. I primi a incontrare i migranti sono stati i bambini della scuola Rinnovata Puecher che hanno preparato uno spettacolo musicale. “I bimbi già da una settimana stavano preparando queta performance”, spiega Antonella Barranca del comitato: “L’iniziativa è stata pensata dopo che alcuni degli ospiti della Montello sono andati nella scuola a raccontare la loro esperienza. Sull’onda di quella risposta positiva è stata organizzata questa esibizione” che procede con un repertorio che va dalla Canzone del Sole di Lucio Battisti a Bella ciao. Ad ascoltarli non solo gli ospiti della Montello di via Caracciolo, ma anche molte famiglie con bambini.  Ai cittadini intervenuti è permesso stare nel cortile della caserma, recintato con del nastro rosso e bianco, non visitare gli spazi interni. È, però, un bel passo avanti rispetto al passato quando l’ingresso nella struttura era stato completamente vietato. Tra i presenti c’è anche Martina, consulente alla Caritas, che ha portato qui la mamma e il papà: “non è la prima volta che veniamo qui – racconta -, siamo stati anche alla festa organizzata per l’arrivo dei migranti. Questa occasione è stata utile per far capire come funziona l’accoglienza. È una giornata tranquilla, non ci sono momenti di crisi o tensione”. Per lei l’accoglienza nelle caserme o nei grandi spazi che non vengono utilizzati “dovrebbe essere estesa perché è una buona iniziativa”. Sua madre, Anna, ci tiene a ribadire che “non siamo abitanti della zona 8” e, nonostante questo, “ci tenevamo a essere qui oggi”. Si dice contenta anche Noemi Morrone, insegnante in una scuola media e membro di Open8, associazione di residenti che abita intorno alla Montello. “Abbiamo cercato di coinvolgere le persone del quartiere, pensiamo sia bello far vedere ai residenti come vivono” i migranti, spiega sottolineando che “abbiamo premuto perché la Montello diventasse luogo di permeabilità” e “vediamo che c’è un atteggiamento positivo e bello”. Dai migranti, assicura, “ricevo solo ringraziamenti per quello che stiamo facendo”. Lo conferma Ahmed Abdi, 24enne ospite della caserma di via Caracciolo. Viene dall’Ogedania, una regione dell’Etiopia che lotta per l’indipendenza. “Mia madre è morta e mio padre è in carcere, per cui alla fine del 2014 sono andato via”. Nel suo viaggio ha fatto una prima tappa in Italia nel 2015, poi è andato in Finlandia da dove è stato rimandato nel nostro paese secondo quanto prevede il trattato di Dublino. Alla Montello studia l’italiano due giorni a settimana e aiuta in cucina e domani vorrebbe correre la Stramilano. Il suo sogno è rimanere in Italia e studiare, come faceva nel suo paese dove ha frequentato le scuole fino al liceo.

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