"/>
venerdì 18 agosto 2017 09:06:07
omnimilano

Migranti, Caritas Ambrosiana a Minniti: “Parroci non faranno da ufficiali giudiziari”. Pronti a non rinnovare convenzioni con prefetture per ospitalità

2 agosto 2017 Cronaca, Politica

“L’accoglienza dei profughi non va in ferie. Anche questa estate Caritas Ambrosiana è pronta a collaborare con le istituzioni per l’accoglienza dei profughi, continuando a gestire la rete di appartamenti e strutture diffuse sul territorio e individuando nuovi posti a seconda dalle necessità. Tuttavia, l’ente ecclesiale esprime anche forti preoccupazioni per le conseguenze dell’applicazione del cosiddetto decreto Minniti che ha introdotto nuove disposizioni per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale”. Si legge in una nota della Caritas Ambrosiana.
“Il punto controverso – si spiega – riguarda la procedura di notificazione nei centri di accoglienza che entrerà in vigore il 12 agosto. Il decreto convertito nella legge n.46/17 trasferisce ai responsabili delle strutture che accolgono richiedenti asilo il compito di comunicare formalmente agli ospiti gli atti assunti dalle Commissioni territoriali compresa, ad esempio, la decisione sugli esiti della loro domanda di asilo”. Spiega Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana: “Desideriamo continuare ad offrire la nostra assistenza ai richiedenti asilo, collaborando lealmente con le istituzioni. Tuttavia dobbiamo segnalare che tale norma trasforma di fatto i responsabili dei centri di accoglienza, e indirettamente i parroci nel caso dell’accoglienza in parrocchia, in ufficiali giudiziari, con responsabilità penali e civili. Si tratta di un compito improprio che non possiamo sostenere e che modificherebbe la natura del nostro intervento pregiudicando il rapporto di fiducia instaurato con gli stessi ospiti. Ribadiamo, come già chiesto con una lettera al ministro dell’Interno Marco Minniti da Caritas Italiana, la necessità che venga adottato un intervento correttivo o esplicativo della norma, affinché siano i Comuni, le Prefetture o comunque gli enti istituzionali o affidatari della gestione dei servizi dei richiedenti la protezione internazionale ad assicurare la notificazione dei provvedimenti attraverso personale della pubblica amministrazione. Confidiamo che il ministro comprenda le nostre preoccupazioni e dia una risposta soddisfacente alla nostra richiesta prima dell’entrata in vigore della disposizione. In caso contrario ci vedremmo costretti a rimodulare il nostro piano di ospitalità diffusa così come è stato concepito, non rinnovando le convenzioni con le Prefetture che riguardano in particolare le strutture parrocchiali e riservandoci di valutare in che termini coinvolgere per il futuro le parrocchie”.

Sono 206 le strutture della Diocesi di Milano coinvolte nell’accoglienza dei richiedenti asilo, ricorda la Caritas Ambrosiana. Complessivamente nelle strutture della Diocesi sono ospitate 2.147 persone. La parte maggiore, 617 persone, è ospitata in 103 appartamenti in parrocchia, mentre 518 sono accolti in 17 centri di enti religiosi. In 340 hanno trovato posto in 20 strutture di altro tipo, 23 in 6 appartamenti della Caritas, 235 in appartamenti o comunità di cooperative, 333 in 14 centri della Curia, 81 sono ospitati in 16 appartamenti di privati. La Zona Pastorale che accoglie il maggior numero di richiedenti asilo, 745 persone in 58 strutture, è la Zona I, che comprende le 172 parrocchie sul Comune di Milano.

Condividi questo articolo