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Migranti, allarme della Caritas: “Centri pieni, ,sindaci si preparino o sarà emergenza”

15 aprile 2016 Cronaca

«La storia europea dello scorso secolo ci ha insegnato che i muri non servono ad arginare la disperazione delle persone e le fughe verso la vita di chi non ha più nulla da perdere. Per questo i muri fisici e burocratici che si stanno erigendo in questi giorni, annunciati o già realizzati, dal Brennero ad Idomeni, non solo rappresentano un fallimento dell’Europa ma potrebbero avere conseguenze gravi anche su Milano trasformandola di nuovo nel terminale delle rotte dei migranti, per di più, con un aggravante rispetto al passato. Se, infatti, non vi sarà un’inversione di marcia a livello europeo e nazionale, molto probabilmente il capoluogo lombardo avrà a che fare con un’emergenza umanitaria ancora più grave di quella dei mesi successivi all’ottobre 2013: perché non sarà più raggiunto da migranti in transito verso i Paesi del Nord, ma da persone che chiederanno asilo in Italia e dunque si fermeranno da noi. Occorre farsi trovare pronti e preparati per accogliere in modo dignitoso queste persone in continuità con quanto la tradizione milanese ha sempre dimostrato di saper fare», sostiene Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. «Fino ad ora Milano ha fatto la sua parte: sarebbe interessante e molto utile sapere dai candidati alla guida della città, se e come intendono affrontare la situazione, visto che l’accoglienza dei migranti sarà una delle priorità che il nuovo sindaco, chiunque esso sia, dovrà affrontare probabilmente già nei primi 100 giorni di governo», ha esortato Gualzetti.
Secondo il direttore di Caritas Ambrosiana questa seconda fase dell’emergenza dovrà chiamare in causa nel territorio della Diocesi non solo Milano ma più direttamente anche la sua area metropolitana vasta. «Non è più possibile che le prefetture ci chiedano di trovare nuove strutture e i comuni si mettano di traverso, scaricando il problema sul vicino, come purtroppo sta accadendo ora. Occorre superare la logica egoistica della paura che non porta a nulla e prendere coscienza di quanto sta accadendo nel mondo intorno a noi. In attesa di una riforma del sistema Sprar che in una logica solidaristica e di corresponsabilità renda l’adesione dei comuni non più volontaria ma obbligatoria e per quote, serve un sussulto di responsabilità da parte dei politici locali al di fuori degli schieramenti e degli approcci ideologici. La Caritas e la Chiesa non si tireranno indietro, ma serve il contributo di tutti gli attori pubblici e privati», chiarisce Gualzetti.

LA RISPOSTA DEI CANDIDATI  Alla sollecitazione della Caritas, rispondono i candidati sindaco. Per Beppe Sala “ha perfettamente ragione Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana, quando oggi dichiara che “la storia lo ha insegnato che i muri non servono ad arginare la disperazione delle persone”. Dobbiamo subito prepararci a gestire l’ondata migratoria che si prevede anche superiore a quella vissuta nell’ultimo anno. A Milano i posti di accoglienza disponibili sono praticamente esauriti. Ho detto e lo ripeto: dobbiamo individuare soluzioni insieme al Governo, alla Regione e alle associazioni di volontariato che ad oggi si sono occupate di questo”. “Da parte mia – prosegue il candidato del centrosinistra – costituirò un gruppo di lavoro che coinvolga istituzioni e associazioni per la gestione di questo problema a cominciare da Regione Lombardia. Milano fino a oggi ha fatto moltissimo, ma occorre una più equa politica di suddivisione delle presenze dei migranti in tutta la regione. Sarà necessaria la reale condivisione di uno sforzo che – per dimensioni e gravità -si preannuncia straordinario”. Per Stefano Parisi, candidato sindaco del centrodestra, quello di Caritas “è un appello giusto. Chiunque sarà eletto Sindaco si troverà a gestire un’emergenza immediata per la quale non possiamo farci trovare impreparati. Ho già detto quali sono a mio avviso le soluzioni piu’ efficaci: è necessario organizzare preventivamente l’assistenza per evitare per esempio che nella zona della stazione si generino i bivacchi che abbiamo visto in passato”. “Visto che sicuramente presto o tardi ci troveremo a dover gestire una situazione d’emergenza – dice ancora -, la mia proposta è che si metta subito in calendario un incontro in Prefettura con il sindaco Pisapia, i candidati sindaco, la Caritas e le altre associazioni impegnate nell’emergenza profughi, per definire un piano di pronto intervento. Resto convinto che sia un argomento su cui è necessario assumere decisioni operative piuttosto che facili prese di posizione da campagna elettorale”.  Per il candidato sindaco del M5S, Gianluca Corrado  “l’accoglienza dei migranti sarà una delle priorità che il prossimo sindaco di Milano dovrà affrontare, come dichiarato dal Presidente della Caritas Ambrosiana. Abbiamo già rilevato la necessità di regolamentare in maniera ben diversa i flussi migratori rispetto a quanto fatto finora: innanzitutto con il superamento del trattato di Dublino, con la determinazione di quote per nazioni europee e poi con il potenziamento della fase di identificazione. Sono anche convinto che Milano non possa e non debba affrontare da sola questa emergenza. Anzi: nel momento in cui diventassi sindaco, mia priorità sarebbe quella di coinvolgere il Governo e di coordinarmi con tutte le altri grandi metropoli italiane al fine di pianificare una strategia comune”.

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