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martedì 12 dicembre 2017 19:28:29
omnimilano

Meningite, morta 49enne al San Raffaele
Grave bimba di sette mesi al Buzzi

17 febbraio 2017 Cronaca, Sanità

“Purtroppo la notte scorsa si è verificato ancora un decesso per sepsi meningococcica. Si tratta di una donna, residente a Truccazzano, che in data 14 febbraio era stata ricoverata presso il reparto rianimazione dell’ospedale San Raffaele di Milano già in gravi condizioni. Non abbiamo ancora notizia del ceppo di meningococco che ne ha causato la morte, gli esami sono ancora in corso”. Lo comunica l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera in una nota. “La donna – spiega Gallera – di 49 anni, lavorava presso un’azienda della provincia di Monza e Brianza pertanto il personale del Servizio di Igiene Pubblica di ATS Città Metropolitana di Milano sta mettendo in atto tutti gli interventi di profilassi necessari in stretta collaborazione con ATS Brianza. La profilassi antibiotica è già stata attivata nei confronti dei famigliari (4) e dei contatti stretti (12). In questo momento è in corso un incontro informativo presso la sede parrocchiale al termine del quale il personale sanitario di ATS distribuirà il farmaco per la profilassi ai minori (37) ed agli adulti (23), individuati come contatti stretti. Siamo in attesa degli esiti dell’indagine epidemiologica per procedere ad un eventuale ampliamento dei contatti da sottoporre a profilassi”. Ats Città Metropolitana di Milano, spiega l’assessore “in accordo con il sindaco di Truccazzano, ha provveduto ad inviare una nota per la cittadinanza con informazioni sulla malattia e sugli interventi di profilassi previsti”. Intanto è stata ricoverata presso l’ospedale Buzzi di Milano anche una bambina di 7 mesi per la quale è stata, purtroppo, confermata una infezione meningococcica: “Le sue condizioni cliniche sono attualmente ancora critiche”, spiega Gallera, e Ats Milano “sta eseguendo, anche in questo caso, la profilassi dei contatti, limitati a famigliari e parenti dato che non frequentava comunità. La bambina – spiega – non è iscritta al Servizio sanitario regionale, non ha un pediatra di libera scelta e non ha fatto nessuna vaccinazione. Si tratta di una famiglia rumena che vive in un appartamento, nella quale non sono emerse evidenti situazioni di trascuratezza ma di fragilità sociale”.

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