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sabato 27 maggio 2017 10:08:19
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Mafia, 15 arresti in operazione Dda: favoriti interessi del clan Laudani
Amministrazione giudiziaria per 4 direzioni Lidl e società vigilanza

15 maggio 2017 Cronaca

I militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese e personale della Squadra Mobile della Questura di Milano stanno dando esecuzione, dalle prime ore di stamani, all’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal gip del Tribunale di Milano, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 15 persone a vario titolo accusati di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei “Laudani” o “Mussi i ficurinia”.
La questura riferisce che sono anche in corso di esecuzione oltre 60 perquisizioni locali tra Lombardia, Piemonte, Puglia e Sicilia, sequestri preventivi di beni immobili, quote sociali, disponibilità finanziarie nonché ordinanze di amministrazione giudiziaria nei confronti di società operanti nel settore della grande distribuzione e della vigilanza e sicurezza privata. Nello specifico, i provvedimenti del magistrati riguardano società che si occupano della vigilanza privata del Tribunale e quattro direzioni generali dei supermercati della catena Lidl (tra Lombardia, Piemonte e Sicilia), per le quali è scattata l’amministrazione giudiziaria. Nell’inchiesta è coinvolta anche un dipendente del Comune, accusata di aver pilotato un appalto.
Nella stessa mattinata, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza stanno dando esecuzione, in provincia di Catania, al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di due indagati accusati di far parte dell’associazione di tipo mafioso riconducibile alla famiglia “Laudani”.

BOCCASSINI: INQUIETANTE FACILITÀ NEL CORROMPERE FUNZIONARI – “Queste indagini hanno messo in evidenza un mercimonio di fatture false, inquietante e pericoloso. Oggi è come pescare in un mare dove le soglie sono state abbassate e dove è facile trovare persone disposte a fare queste operazioni. Questo mina l’economia nazionale e penalizza l’imprenditore onesto e l’economia sana del Paese”. Lo ha affermato il Procuratore Aggiunto Ilda Boccassini durante l’incontro con la stampa stamani in Questura in merito ai 15 arresti effettuati oggi nell’ambito di un’operazione della Dda nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di far parte di un’associazione per delinquere che ha favorito gli interessi, in particolare a Milano e provincia, della famiglia mafiosa catanese dei “Laudani”.
“È inquietante quanto oggi sia troppo facile arrivare a pubblici funzionari o a funzionari privati che si fanno corrompere – ha aggiunto -, è mistificante ritenere che episodi di corruzione di poche centinaia di euro possano non essere considerati un disvalore. È invece l’aspetto più inquietante questo modo di gestire la cosa pubblica nel Paese. A Milano è troppo diffuso ed evidenzio che ciò mina pesantemente l’economia nazionale e il bene supremo della comunità”. “In questo caso addirittura di il traffico di influenza è stato fatto da ex dipendenti pensionati che agivano nella pubblica amministrazione anche con il ruolo di sindacalisti, un ruolo che invece dovrebbe essere di garanzia – ha commentato Boccassini riguardo al coinvolgimento nell’inchiesta di un ex dipendente e sindacalista della Provincia di Milano, Domenico Palmieri che, in cambio di mille euro avrebbe messo a disposizione dei referenti del clan Laudani al Nord rapporti con esponenti di amministrazioni pubbliche -. E’ un dato devastante che ci deve far riflettere. La indagini sono complesse ma se si agisce con rigore, si arriva”.

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