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mercoledì 28 giugno 2017 07:34:03
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Leoncavallo, Sala “sorpreso” da Cabassi: si riapre dibattito su centro sociale

6 giugno 2017 Cronaca, Politica

“Un po’ sorpreso” dalla richiesta dei Cabassi per lo sgombero dell’immobile di via Watteau occupato dal centro sociale Leoncavallo “perché in effetti stavamo discutendo con i Cabassi, poi che la discussione non sia semplice lo dimostra i tanti anni da cui è aperta. Sono un po’ sorpreso perché i miei uffici li hanno incontrati fino a poco tempo fa, adesso riavvieremo un po’ la discussione”. Così il sindaco Giuseppe Sala a margine di una conferenza stampa a palazzo Marino ha commentato le dichiarazioni della famiglia Cabassi, riportate da la Repubblica, con cui viene chiesto per la scadenza del 12 giugno, giorno in cui è fissato lo sfratto del centro sociale, il rilascio dell’immobile o il ricorso alle vie legali. “L’unica cosa che si puo’ ipotizzare – ha detto il sindaco – è uno scambio tra l’area che noi lasceremmo volentieri a scopi sociali e i diritti volumetrici che possono iscrivere nel nostro registro ed eventualmente spostare altrove. Chiederò agli uffici di riapprofondire”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Municipio 2 Samuele Piscina (Lega) sostenendo che “anche questa amministrazione comunale di sinistra purtroppo si sta contraddistinguendo per difendere i delinquenti del Leoncavallo”. “Proprio oggi il Sindaco Sala, a fronte di una richiesta di sgombero da parte della famiglia Cabassi proprietaria dell’immobile occupato di via Watteau, ha ribadito la volontà del Comune di regolarizzare ciò che è illegale da troppo tempo”, ha affermato, mentre “un’amministrazione normale dovrebbe difendere gli onesti cittadini per garantirgli i diritti fondamentali al riposo e il rispetto delle leggi”. “Purtroppo però – ha concluso Piscina – il Sindaco e gli assessori del Comune di Milano preferiscono girare la testa facendo finta di non vedere, lasciando gli onesti cittadini in balia della prepotenza e dell’illegalità”.

L’ex vice sindaco Riccardo De Corato, oggi capogruppo FdI in Consiglio regionale, si dice invece “pronto come in passato a ricorrere alla Magistratura e alla Corte dei Conti se Sala vorrà avventurarsi in scambi di aree o a riproporre vecchi accordi per legalizzare gli occupanti abusivi”

Sul fronte opposto, Mirko Mazzali di Sinistra X Milano e delegato del sindaco per le periferie sollecita tutti i soggetti coinvolti a “trovare la modalità tecnica che possa, in tempi ragionevoli, arrivare a una soluzione che valorizzi quello spazio, il cui valore non solo simbolico, ma anche sociale è indubbio”. “Un fallimento” in questo senso, ha affermato “sarebbe una sconfitta per tutta la città”.

Per Daniele Farina, deputato di Sinistra Italiana, storico esponente e portavoce del contro sociale “questa vicenda” rappresenta per il centrosinistra “estinto sul piano nazionale, una occasione per verificare la sua vitalità sul piano locale”. “Mi aspetto che, come in occasione della manifestazione del 20 maggio dei migranti, l’amministrazione batta un colpo concludendo positivamente una vicenda durata troppo a lungo – ha affermato – al di là del significato simbolico, sarebbe l’occasione per consegnare a Milano una vasta area un tempo dismessa verso gli usi sociali, la cultura e il verde pubblico”.

Anche il Centro sociale, con un comunicato ufficiale, interviene sulla questione.
“Desta sorpresa l’accusa fatta da uno dei più famosi gruppi immobiliari milanesi, a noi, di costituire un’attività economica basata sul profitto”, si legge nella nota. “Con Giuliano Pisapia, il sindaco che ha battuto dopo anni a Milano la peggiore destra di potere del Paese, le istituzioni comunali e la proprietà pareva avessero trovato un accordo basato sullo scambio di proprietà. Alla notizia pensammo si fosse vicini a una soluzione, ma così non è avvenuto – è scritto nella nota – la destra della città e parti della sinistra, pur lontane da noi si dichiararono contrarie. A Giuliano Pisapia è succeduto Beppe Sala che in campagna elettorale ha dichiarato di volere proseguire sulla strada della trattativa. Questo al momento è ciò che noi sappiamo. Mai una volta né con l’amministrazione precedente, né con quella attuale abbiamo preso parte a tali trattative che, d’altro canto, contiamo siano in essere”.

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