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giovedì 22 giugno 2017 20:36:16
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LE ELLISSI DI FRANCESCA SCOTTI

29 marzo 2017 libri

Non è un libro sull’anoressia, non parla di una “amicizia tossica”, non pretende di spiegare l’adolescenza. “Ellissi” è il romanzo che Francesca Scotti ha pubblicato con Bompiani partendo da un racconto dei tanti scritti, su cui è tornata a pensare e a lavorare. L’autrice non si risparmia e non risparmia ai suoi lettori dolorose esplorazioni intime che sondano ferite fisiche e psicologiche, continua a raccontare una età della vita non ancora troppo lontana da essere dimenticata ma ad una “certa” distanza, quella giusta per poterla vedere con il “distacco coinvolto” che emerge in Ellissi.

Le due amiche 15enni protagoniste, Erica e Vanessa, vanno entrambe, accompagnate dalle famiglie, in una clinica per dove giorno dopo giorno, crescono, scegliendo e confrontandosi nel loro intimo spazio e in quello “protetto” della clinica per poi ricominciare a guardare fuori da sé.
Per spiegare cosa “Ellissi” è, chiarito cosa non è, Scotti coinvolge Luciana Cursio, psicoterapeuta e dirigente psicologa dell’ASL PROV MI1, docente di Psicodiagnostica psicoanalitica presso l’Istituto di Psicoterapia del bambino e dell’adolescente di Milano.

Perché non è un libro sull’anoressia? Che differenza c’è tra ciò che vivono le due protagoniste e ciò che si definisce propriamente “disturbo alimentare”?
Anzitutto l’anoressia è una sindrome, quindi un insieme di sintomi e disturbi caratterizzato anche dalla “perdita di un serio esame della realtà”. Questo non succede mai a Erica e Vanessa, anzi! Ci sono molti esempi nel libro di ancoraggi al reale, le riflessioni sul mondo circostante, gli scambi (anche musicali), gli interessi oltre il cibo, la ”socialità”. Sono tutti segnali di una ricerca interna/esterna che vuol trovare condivisione, non certo limitata e limitante alle tematiche alimentari in sé.
In Ellissi il corpo che è, come al solito, il palcoscenico del mondo interno degli adolescenti, quel corpo da controllare, soggiogare, riconoscere, così da cercare “di imbrigliare” ansie altre più profonde.

Che dinamica intercorre tra le due amiche?
E’ una frequente dinamica in cui c’è più la voglia ed il bisogno di identificazione, confronto, potere e gioco dei ruoli. Non la chiamerei, come è stata definita da alcuni giornalisti, una “amicizia tossica…”. E’ un rapporto in cui l’altro è un “appoggio”, fa da “palestra” per poter più facilmente trovare la propria “dimensione nel mondo”. Sì, l’altro viene “usato”, ma si fa anche “usare”, proprio in un gioco di riflessi molteplici attraverso i quali si può raggiungere una nuova identità più definita. L’adolescenza è comunque UN RISCHIO, ma tratti che in altre fasi possono patologizzarsi, qui rientrano in una evoluzione che, sì certo, hanno bisogno di ascolto, monitoraggio…ma non sono per forza irreversibile.

Ad un certo punto di Ellissi una delle due amiche tradisce “il patto”: è un passaggio di crescita? Come avviene raccontato in Ellissi?
E’ Vanessa che viola il patto: è lei la prima che non fa cenno dello scambio sessuale con Diego. Ciascuna delle protagoniste, a modo proprio, cerca e trova la sua “strada” per raggiungere la propria individualità”: Vanessa si avvicina a Lorenza e al suo bimbo che sta per nascere, Erica avanza sul piano di uno scambio “eterosessuale”, con Diego. Gli “appoggi” insomma, nel tempo, diventano altri…la realtà incombe ed il mondo circostante si popola di “altri diversi da sé” con cui continuare a crescere verso la maturità.

Se dovesse dare un sottotitolo a Ellissi, cosa sceglierebbe?
Bisognerebbe chiederlo all’autrice. Il suo un romanzo, non un saggio o uno studio, e Francesca ha ben saputo avvicinarsi e trasmetterci l’essenza di una fase molto personale quanto complicata come quella adolescenziale. Se dovessi lanciarmi, scritto però con l’inchiostro simpatico: ”alla faticosa scoperta di se’..… per volare anche senza essere una libellula”.

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