"/>
venerdì 22 settembre 2017 02:48:01
omnimilano

Lavoro, giornata di protesta: dai dipendenti Tim ai lavoratori licenziati di K-Flex

14 marzo 2017 Cronaca, Lavoro/Sindacato

I lavoratori della Tim si sono riuniti davanti al palazzo Tim-MiDir di piazza Einaudi per protestare contro un’azienda, la Tim, che “ci chiede tagli di pezzi di salario, ci toglie ferie e permessi e non ha intenzione di sedersi al tavolo con tutti i sindacati, ma solo con alcuni, quelli che mantengono una linea più vicina all’azienda”. È quanto spiega Isabella Marotta, rsu della Cgil, sigla che oggi ha organizzato la manifestazione che, da piazza Einaudi partirà in corteo per arrivare in piazza Affari passando per le vie del centro: da piazza Repubblica a Turati, da San Babila alla sede del Comune in piazza della Scala, da Cordusio dove i lavoratori metteranno in scena un flashmob davanti al negozio della Tim dove è stato girato un celebre spot pubblicitario, a via Negri davanti alla sede legale di Telecom. Quello di oggi è il terzo sciopero dei lavoratori dell’azienda il lotta dal sei ottobre scorso. “I 30mila dipendenti Tim- prosegue Marotta – hanno un contratto di solidarietà da sei anni, mentre l’azienda ha macinato 6,7 miliardi di utili. Per noi è indecente che l’azienda continui a tagliare pezzi salario pur continuando a fare utili. È inaccettabile diventare lavoratori a cottimo o a chiamata”.

Davanti alla sede di Assolombarda, invece, sit in dei sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil  a sostegno dei 187 dipendenti della Kflex di Roncello, in Brianza, in presidio permanente ormai da oltre 50 giorni davanti ai cancelli dell’azienda che li ha licenziati e ha chiuso lo stabilimento per emigrare all’estero. Quella di Roncello era l’unica sede italiana dell’azienda leader al mondo nella produzione di isolanti nata nel 1989. “Siamo qui oggi – ha spiegato Massimo Ferni, segretario della Femca Cisl Di Monza, Brianza e Lodi – al 50 giorno di sciopero sotto Assolombarda in quanto società che rappresenta l’azienda che si dimostra una società fatta da padroni della Ferriera, come si diceva una volta, perché ha licenziato 187 lavoratori che hanno fatto la loro fortuna andando in giro per il mondo e creando fabbriche ed essendo sempre disponibili. Dopo aver percepito 12 milioni di fondi pubblici e 23 milioni da Cassa depositi e prestiti licenziano i lavoratori per spostare la produzione in Polonia dove sono previste 100 assunzioni, come negli Usa”.

Condividi questo articolo