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lunedì 20 agosto 2018 15:02:54
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Lavoratrice licenziata da Ikea, Cgil non si arrende: “Avanti con battaglia legale”

4 aprile 2018 Cronaca, Lavoro/Sindacato

“Siamo sbalorditi rispetto all’esito di una sentenza che rispettiamo ma non condividiamo. Riteniamo che il licenziamento sia illegittimo e andremo avanti nella battaglia legale. I problemi di Marica non sono stati tenuti in considerazione. Gli interessi di una ricca multinazionale vengono anteposti a quelli di una lavoratrice che per 18 anni è stata dipendente di Ikea. Non si parla mai in questo Paese di discriminazione di genere, ma i fatti dimostrano il contrario: l’Italia è il primo paese per il tasso di dimissioni dopo il primo figlio”. Lo ha detto Marco Beretta, Segretario Generale FILCAMS CGIL Milano, nel corso della conferenza stampa organizzata presso la Camera del Lavoro sul caso di Marica Ricutti, dopo che il Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano ha respinto, in fase sommaria, il ricorso presentato dalla ex lavoratrice di Ikea nei confronti del licenziamento disposto nei suoi confronti dall’azienda. “La FILCAMS non si ferma. Marica è l’esempio di un problema più generale che riguarda tutti i settori nell’intero paese” ha ribadito Beretta. “L’ordinanza riferisce le circostanze di fatto in modo parziale. Ci sarà da fare una ricostruzione della vicenda più complessiva che porti a un giudizio della lavoratrice un po’ più completo” e che dimostri “il suo aver agito per necessità”, ha detto Maurizio Borali, avvocato difensore di Marica Ricutti. “Si tratta di un’ordinanza resa nella fase sommaria. Il giudice dovrà fare un esame sintetico sulla situazione e emettere un provvedimento che potrà essere rivisitato. Stiamo già preparando l’opposizione a questo provvedimento. Molti degli elementi che abbiamo portato a giustificazione del complrtamento di questa lavoratrice che oggettivamente aveva delle necessità, vengono trascurati dall’ordinanza in questa fase. La lavoratrice ha cercato di ottenere quel minimo di esigenza che le permettevano di gestire una situazione familiare davvero complicata (ha un figlio di 5 anni con il 100% disabilità, ndr). Parlare di grave insubordinazione è qualcosa che per noi va al di là di questa specifica situazione. Sarà lo stesso giudice, purtroppo o per fortuna, a esaminare la nuova fase di opposizione. Speriamo di convincerlo, anche se non sarà a se così non sarà ci saranno gli altri gradi giudizio” ha aggiunto Borali, ricordando i prossimi passaggi della causa legale: “da quando è stata depositata questa ordinanza ci sono 30 giorni entro i quali si può presentare opposizione. Molto prima di questo termine impugneremo l’ordinanza e chiederemo al giudice di rivisitarla” ha concluso.

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