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mercoledì 23 agosto 2017 10:00:58
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Allarme all’inaugurazione dell’Anno giudiziario
“Manca personale, giustizia in crisi”

28 gennaio 2017 Cronaca

L’anno giudiziario di Milano si apre con un allarme: nella relazione del procuratore generale, Roberto Alfonso, si parla di “collasso” del personale. “Pur apprezzando gli sforzi del Ministro della Giustizia Orlando non si puó non osservare che, a fronte di una crisi ormai cronica della giustizia, tutto cio che rimane è un bando di concorso per l’assunzione di 800 assistenti giudiziari. Ossia meno del 10 per cento delle vacanze degli organici del personale amministrativo”. Il procuratore lancia dunque un appello: “Ancora una volta e non ci stancheremo mai di farlo, invochiamo un intervento urgente e serio del Governo affinché esso adotti tutti i provvedimenti necessari per il buon funzionamento della Giustizia”.
Anche dalla relazione letta dalla presidente della Corte d’Appello, Marina Tavassi si evidenzia una situazione critica del personale: a fronte di una pianta organica del personale di magistratura che prevede, per la Corte d’Appello di Milano, 131 magistrati, al dicembre 2016 ne erano in servizio solo 111, con una scopertura del 15%. Ancora più critica si presenta la situazione del personale amministrativo, con una scopertura del 35%; nei distretti di Busto Arsizio il tasso di scopertura arriva addirittura al 43,50%, soprattutto a causa degli effetti negativi di trasferimenti e di pensionamenti che nel 2015 hanno determinato un “esodo” del personale.

Sull’organico va riconosciuta “una significativa inversione di marcia”. Risponde così il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, all’allarme lanciato dagli interventi del pg Roberto Alfonso e della presidente della Corte d’Appello, Marina Tavassi, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario al Palazzo di Giustizia di Milano. “C’è un’attenzione alle risorse umane che mancava da anni e che va oltre la buona volontà” ha continuato il ministro. Pur riconoscendo la “situazione critica” di un tempo “, che metteva in serio pericolo la tenuta del sistema. Oggi la situazione è cambiata”. Saranno 1.820 le nuove immissioni entro marzo in tutta Italia, di cui 1.600 già avvenute. “Abbiamo voluto costruire un sistema che prevedesse la revisione delle piante organiche, un sistema più flessibile che vada incontro alle necessità che si venissero a manifestare negli anni”.

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