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venerdì 20 ottobre 2017 10:38:28
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Inquinamento acustico, Treno Verde Legambiente rileva decibel oltre limiti
Da Dergano a Porta Venezia, “fuorilegge” quattro zone su 5

31 marzo 2017 Ambiente, Cronaca

Dopo aver sforato il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa europea per il Pm10, a preoccupare Milano è ora l’inquinamento acustico. È quanto emerge dal bilancio di Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, che dopo 11 tappe in capoluoghi d’Italia e 40 giorni di monitoraggi, ha riscontrato fuorilegge l’80% dei rilievi fatti nelle città. A Milano il monitoraggio ha coinvolto 5 macro-aree: zona via Francesco Restelli, Cimitero Monumentale, zona via Luigi Bodio, Piazzale Loreto e Porta Venezia. Solo nella prima il rilevamento acustico dei decibel è risultato inferiore ai 65db (il limite stabilito per le aree ad “intensa attività umana”); nelle altre 4 zone ha raggiunto addirittura gli 80 decibel. “Parliamo molto di qualità dell’aria ma ci dimentichiamo che nelle città c’è un rumore continuo e di sottofondo che è molto fastidioso – ha spiegato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, a margine della conferenza stampa di presentazione dei dati di Treno Verde, secondo cui una soluzione potrebbero essere “le zone 30 e le zone a basse emissioni. Sono fondamentali per garantire la buona qualità di vita sia nel respirare che nel sentire”. Per quanto riguarda le emissioni e l’inquinamento dell’aria “abbiamo chiesto a Regione Lombardia di mettere al bando i diesel e il gasolio del riscaldamento, che sono le fonti principali di inquinamento in città e in Lombardia. Negli anni passati, Formigoni aveva messo al bando l’olio combustibile, oggi è l’ora di mettere al bando il gasolio, che non significa chiudere tutte le caldaie ma adottare un piano progressivo per cui nel tempo questi impianti, sia di edifici pubblici che privati, possano essere riconvertiti in un combustibile che non inquina, come il metano”.
Secondo i dati emersi dal progetto Treno Verde, la situazione in Lombardia è ancora critica: a Milano, nei primi 90 giorni del 2017, 3 centraline su 3 hanno superato il limite: oggi i giorni complessivi di superamento dei limiti del Pm10 sono 53, quasi il doppio del consentito dalla normativa europea. Il monitoraggio di Legambiente e Fs si è dedicato anche all’inquinamento “indoor” – problema sottovalutato a cui, però, siamo sottoposti quotidianamente – che rileva i composti organici volatili (COV) emessi da vernici, pitture, lacche, prodotti per la pulizia, materiale per la costruzione ma anche di utilizzo negli uffici, come stampanti e fotocopiatrici. A Milano, Legambiente e i tecnici dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr, hanno analizzato l’aria di una scuole primaria, la Leopardi, nelle aule, nella mensa e negli spazi comuni. Le analisi hanno dimostrato, come spiegato da Lucia Paciucci, dell’Istituto di Inquinamento Atmosferico del Cnr, come “l’aria all’esterno sia spesso meno inquinata  di quella in ambienti confinati, sebbene le concentrazioni siano al di sotto dei limiti di legge”. Il Treno Verde – concesso da Ferrovie dello Stato Italiano e sui è stata allestita una mostra per bambini e ragazzi sul tema dell’economia circolare e del riuso – chiude oggi il suo tour che ha toccato le stazioni di diverse città: Roma, Catania, Paola, Potenza, Bari, Salerno, Pescara, Foligno, Bologna, Vicenza e Asti. “Mobilità sostenible e inquinamento sono temi importanti anche per Ferrovie, perché possiamo contribuire alla soluzione del problema dell’inquinamento con la mobilità integrata e su ferro”  ha spiegato Lorenzo Radice, responsabile sostenibilità di Fs “Da operatori prettamente ferroviari stiamo diventando un punto di accesso alla mobilità integrata, che permette di ridurre l’inquinamento atmosferico e le emissioni in maniera sostanziale”.

 

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