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Infortuni sul lavoro, 116mila nel 2016 in Lombardia con 120 morti. I sindacati: “Non abbassare la guardia”

26 aprile 2017 Cronaca, Lavoro/Sindacato

Sono 116.049 gli infortuni in Lombardia denunciati nel 2016 (fonte Inail-Open Data al 31.12.2016), 120 con esito mortale, in controtendenza rispetto al 2015, quando gli infortuni con esito mortale sono stati 165. Sono i numeri evidenziati da Cgil, Cisl, Uil della Lombardia, nella settimana in cui si celebra la “Giornata in memoria di tutti i morti sul lavoro e di sensibilizzazione sul contrasto agli infortuni ed alle tecnopatie”. A livello di province, il numero più alto di infortuni si registra a Milano (38.480), seguita da Brescia (15.746) e Bergamo (13.956). I Settori più colpiti sono l’edilizia, l’industria, l’agricoltura e la logistica.
“In un tempo in cui il lavoro sta vivendo una profonda crisi globale – afferma Massimo Balzarini, segretario Cgil Lombardia – le lavoratrici e i lavoratori continuano ad avere pesanti infortuni, aumentano le malattie professionali denunciate e si continua a morire sui posti di lavoro. Occorre applicare puntualmente le disposizioni previste dal D.Lgs. 81 del 2008, intensificando i controlli e gli interventi migliorativi”.
“Questi dati, se saranno confermati dalla relazione annuale da parte dell’Inail – afferma Pierluigi Rancati, segretario Cisl Lombardia – vanno analizzati con molta cautela e soprattutto non devono assolutamente fare abbassare la soglia di attenzione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Occorre migliorare la prevenzione, attraverso interventi di formazione rivolti a tutti i lavoratori, così come peraltro previsto dalle normative vigenti. E’ necessario anche un maggior coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori (Rls/Rlst) nelle fasi di valutazione dei rischi e in merito alla programmazione della sicurezza”. “I mancati processi di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il deficit culturale e il fatto che molte aziende trascurano l’idea che gli investimenti in materia di salute e sicurezza possono trasformarsi in un costo per esse stesse, perché espongono i lavoratori e le lavoratrici, in particolare nelle piccole imprese e in determinati settori produttivi, a rischi elevati che spesso sono la fonte di infortuni o altri eventi infausti, dovrebbero far riflettere sull’opportunità, invece, di invertire queste tendenze – aggiunge Angelo Urso segretario Uil Milano Lombardia – mettendo in primo piano l’esigenza di trovare soluzioni adeguate”.

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