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INFANZIA,ORDINE PSICOLOGI PROMUOVE PATTO ‘DIRITTI AL VIA’ PER “UNIRE COMPETENZE”

24 novembre 2016 Cronaca

Si chiama Patto ‘Diritti al Via’, è l'accordo siglato dall'Ordine degli psicologi lombardi con le istituzioni per “costituire un sistema integrato di tutela per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. La firma stamani presso la Casa della psicologia. “La tutela e la promozione dei diritti sanciti nella Convenzione ONU dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC – Convention on the Rights of the Child) e nell’articolato corpus giuridico e normativo che, nel nostro paese, disciplina questo ambito non possono prescindere da un approccio integrato. Con la sigla ufficiale del Patto Diritti al Via abbiamo inteso mettere a fattor comune le migliori competenze educative, economiche, sociali, politiche, psicologiche” – sottolinea Riccardo Bettiga, presidente di OPL – “Siamo entusiasti dell’adesione, ampia e qualificata, che la nostra iniziativa ha riscosso: confidiamo che, unendo competenze trasversali, sia possibile gettare le basi per un’azione di promozione e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sempre più efficace. Siglando oggi il Patto Diritti al Via, “una compagine articolata di istituzioni ed enti privati (Comune, Regione, Unicef e altre associazioni attive nella tutela dell'infanzia) si impegna a: creare un coordinamento stabile, volto a promuovere l’ampliamento e il rafforzamento delle reti fattivamente impegnate nella promozione e nella tutela dei diritti di bambini/e e adolescenti; monitorare e contrastare i fenomeni di violazione dei principi e degli articoli della Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (CRC), condividere i dati concernenti, le presunte o accertate violazioni; promuovere iniziative coordinate e congiunte presso i propri componenti, la cittadinanza, i media e tutti le rispettive reti; organizzare momenti di formazione e incontro tra settori professionali differenti, promuovere attività e percorsi di ricerca sulle modalità di integrazione degli aspetti psicologici, educativi, giuridici, sociali, economici, implicati nel rispetto dell’impianto generale della CRC”, concludono gli psicologi lombardi.

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