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domenica 20 agosto 2017 17:30:56
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Rapporto “Milano Produttiva”: indicatori migliorano, ma resta forte (22%) la disoccupazione giovanile

29 giugno 2016 Cronaca, Economia

Nell’anno della ripresa, il 2015, tornano a crescere gli indicatori dell’economia milanese. Aumentano le imprese che crescono dell’1,6%, 5mila in termini assoluti. Riparte anche il mercato del lavoro con 28mila posti in più, mentre la disoccupazione si attesta all’8% con una lieve flessione dello 0,4%. È quanto emerge dal rapporto annuale ‘Milano produttiva’ giunto alla 26esima edizione e redatto dal Servizio Studi e statistica della Camera di Commercio. I numeri, presentati oggi a Palazzo Giureconsulti, parlano, però di una disoccupazione giovanile che resta alta (22%) e di un export che, di fronte alla crescita del 6,7% dell’import, scende ancora dell’1,1%. La ripresa, però, c’è e, secondo le previsioni del triennio 2016-2018 continuerà. Secondo questo scenario, nel 2018 ogni famiglia sarà più ricca di 2mila euro, con un reddito familiare che arriverà a 35mila euro. Nel dettaglio, il rapporto indica la crescita del sistema delle imprese, +1,6%, quasi 5 mila imprese in più, toccando quota 293.112 imprese attive, con un saldo positivo tra iscritte e cessate di 7.086 unità e un tasso di crescita del 2%, 10 volte più della media lombarda e 3 volte più della media italiana. Una crescita che tocca soprattutto il settore dei servizi (+2,4%) trainati da alloggio e ristorazione (+4,1%) e attività finanziarie ed assicurative (+4,6%), ma che tocca anche il commercio (+2%) e il settore dell’industria alimentare (+3,3%) e delle bevande (+5,6%). Crescono più della media le imprese straniere (+8,4%) e femminili (+2,1%), anche le imprese giovani registrano un +0,9%. Le imprese milanesi occupano quasi 1,9 milioni di addetti, la metà del totale lombardo, un dato in crescita del +1,4% contro un andamento negativo nazionale (-0,4%). Alto il tasso di crescita anche delle start up innovative: a febbraio 2016 sono 779 a Milano. Con il 15% nazionale è la prima provincia in Italia e cresce del +65,7% in un anno (contro +61,5% in Italia). Sono 1.295 i fallimenti avviati nel 2015, -3,9% in un anno, dato confortante rispetto al 2014 che aveva registrato un +5,5%. In calo le aperture di scioglimenti e liquidazioni volontarie (7.139, -8,5%).
Sul fronte del lavoro, primi segnali positivi ma contrastanti. Cresce l’occupazione, +28mila unità e +2,1% ma non in modo eguale. Aumentano gli occupati uomini (+2,7%) e stranieri (+6,1%) ma non altrettanto le donne (occupate al 61,2% contro il 73,6% degli uomini, per un tasso medio di 67,4%). Rallenta il tasso di disoccupazione (scende all’8%, -0,4%) ma quello giovane tocca il 22%. I NEET, i giovani di 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non fanno formazione, sono per la prima volta in diminuzione (-0,4%, il 16,9% del totale), ma con andamento opposto tra uomini -10,7% e donne (+9,7%).

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