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Indagine MeglioMilano: migliora la qualità della vita ma aumenta la povertà

29 novembre 2016 Senza categoria

Migliora la qualità della vita a Milano, ma aumenta la forbice sociale. È quanto emerge dalla 26esima edizione dell’osservatorio permanente della qualità della vita presentata oggi a Palazzo Isimbardi.
Secondo i dati, infatti, se è vero che il reddito pro capite aumenta per la prima volta dal 2007 di 470 euro annui e crescono di 239 euro annui le pensioni Inps e del 9% i depositi bancari, è altrettanto vero che si registra un aumento del numero delle famiglie povere che si attesta intorno al 15% dal 2014.
Dunque, come spiega Roberto Camagni, del comitato scientifico di Meglio Milano che ha realizzato la ricerca, l’area del benessere economico migliora a partire dal 2012, ma presenta al suo interno alcuni andamenti contrastanti perché l’indice di povertà trascina in negativo l’indice composto del reddito. L’area del lavoro è in ripresa a partire dal 2012 e, nel 2015, il miglioramento è netto, in parte legato all’Expo: il tasso di occupazione è in crescita dell’1,5% e la disoccupazione si contrae del 4,6%. Anche gli avviamenti al lavoro, sia a tempo determinato che indeterminato, crescono del 13% e si riducono del 45% le richieste di ore di cassa integrazione. Anche le imprese registrano un andamento positivo: le operanti crescono del 2%, le cessate diminuiscono dell’8%. Infine, anche i dati del commercio, in particolare i pubblici esercizi e le attività commerciali non alimentari, segnalano il miglior dato della serie storica aumentando del 5% dal 2014. Anche nella macro area relativa al sociale l’andamento è contrastante perché, se si contrae la spesa del comune per il settore anziani e minori (-6% e -3%), cresce quella per l’assistenza domiciliare. Inoltre, è aumentata l’assistenza agli alcolisti, ma diminuita l’assistenza alle tossicodipendenze. In ogni caso, per la prima volta dall’inizio della crisi, tutte le macro aree – ambientale, civile, economica e sociale – “crescono e Milano sembra guidare lo sviluppo italiano”, chiarisce Camagni.
L’aumento medio di questi quattro indicatori si attesta al 2,5% e il fattore trainante è senza dubbio Expo, come ha sottolineato Roberto Camagni. Ne sono dimostrazione l’aumento della ricettività con le 10milioni di presenze degli alberghi (+14%), la crescita della mobilità con l’aumento di oltre 23 milioni dei passeggeri di Atm, la crescita del traffico aeroportuale (+8%), anche se l’aeroporto di Malpensa scende del 2%.

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