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Inchiesta Expo, la memoria difensiva dei legali di Sala: “Abuso d’ufficio accusa infondata, archiviare”

30 dicembre 2017 Politica

I legali del sindaco Giuseppe Sala hanno depositato stamani la memoria difensiva relativa all’accusa di abuso di ufficio per la vicenda degli appalti ‘verdi’ per Expo. I difensori, Stefano Nespor e Salvatore Scuto, sottolineano nel documento la “manifesta e radicale infondatezza” dell’accusa “sia per l’insussistenza dei fatti addebitati, sia per l’inapplicabilità e il travisamento delle norme che si assumono violate”. I legali ripercorrono la vicenda giudiziaria di questi mesi – sia relativamente agli appalti per la Piastra Expo e all’accusa di falso per la retrodatazione di un atto (per la quale Sala ha chiesto il giudizio immediato e l’udienza dibattimentale è fissata il prossimo 20 febbraio) sia per l’accusa di turbativa della gara per gli appalti del verde, poi stralciata; sia riguardo alla nuova accusa formulata dalla procura per cui viene presentata la memoria. Per i legali di Sala l’abuso di ufficio è “un reato -scrivono- divenuto nella prassi come l’elisir di Dulcamara: vale per tutte le occasioni in cui non c’e’ niente di meglio”. Quindi, i legali ricostruiscono come si è giunti alla nuova formulazione portando valutazioni e considerazioni che, si legge nella memoria, “inducono a pensare che questa nuova contestazione, come quella precedente (la turbativa della gara, ndr) sia determinata da un accanito tentativo della Procura generale di giustificare ad ogni costo la decisione di avocare gli atti” e nel merito “bisogna dire che essa è, se possibile, ancora più infondata di quella appena archiviata”. Una contestazione, insistono i legali a conclusione della memoria, “costruita a tempo quasi scaduto, senza alcun elemento nuovo che possa sostenerla, e di non comune infondatezza di fatto e in diritto, rivolta contro un indagato che ha sempre svolto la sua difficile e delicata funzione in una situazione eccezionale per la ristrettezza dei tempi a disposizione, in assoluta trasparenza e nel rispetto delle regole e dei ruoli dei soggetti che avevano responsabilità nella complessa ed articolata proceduta amministrativa che ha accompagnato il perseguimento di un obiettivo, la celebrazione di Expo 2015, cruciale per il prestigio di Milano e del Paese”. Una contestazione, concludono, “che aggrava ingiustificatamente i danni al prestigio e all’immagine del dott. Sala” e per la quale i legali chiedono l’archiviazione.

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