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mercoledì 23 agosto 2017 09:55:07
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In Sinagoga si apre Giornata Europea della Cultura ebraica
Pinotti: “Shalom, pace ha bisogno di strumenti”

18 settembre 2016 Cronaca, Cultura, Politica

E’ toccato alla Sinagoga di via della Guastalla essere il luogo di avvio simbolico della Giornata Europea della Cultura ebraica, che ha coinvolto oggi 64 località in 14 regioni italiane. In coincidenza con i 150 anni della Comunità Ebraica milanese, la città ha avuto il ruolo di capofila per gli eventi della diciassettesima edizione della manifestazione internazionale, che invita a scoprire storia, luoghi e tradizioni degli ebrei attraverso centinaia di iniziative sparse in tutta Italia ed Europa. Per quest’anno è stato scelto il tema “Lingue e dialetti ebraici”, e proprio a una riflessione pubblica sull’importanza della parola, in particolare della parola “shalom”, pace, è stata dedicata la cerimonia inaugurale nella Sinagoga centrale, a cui hanno preso parte il ministro della Difesa Roberta Pinotti, il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore regionale alle Politiche sociali Giulio Gallera, quello comunale alla cultura Filippo del Corno, la consigliera comunale Sumaya Abdel Qader e il console generale degli Stati uniti Philip Reeker, oltre a numerosi rappresentanti della comunità ebraica cittadina e nazionale. La Giornata della Cultura ebraica, per il sindaco Giuseppe Sala è “un’occasione preziosa, perché mette la lingua ebraica al centro del dibattito, ma anche la capacità di integrazione che è oggetto delle nostre preoccupazioni quotidiane”: Sala ha parlato all’interno della sinagoga centrale, davanti ai rappresentanti nazionali e cittadini delle comunità ebraiche. Con riferimento alla questione dell’integrazione, Sala ha sottolineato come “non dobbiamo più correre rischi derivanti da ignoranza” e che per fare questo è necessario un “dialogo costante con la comunità ebraica” e “tra le religioni”, che ha definito una “ricchezza irrinunciabile”. Nel suo intervento, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha fatto una riflessione sulla parola ‘Pace’: “La pace ha bisogno di strumenti, noi dobbiamo diventare strumenti di pace, giustizia uguaglianza e libertà”, ha detto. “Finché permetteremo che altri vengano considerati diversi non potrà essere pace”, ha sottolineato il ministro, “perché il passaggio tra diverso e nemico è molto breve”.

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