"/>
mercoledì 23 agosto 2017 08:19:56
omnimilano

IMPRESE, NEL 2016 IN LOMBARDIA CALANO ISCRIZIONI MA SALDO RESTA POSITIVO

10 febbraio 2017 Economia, Imprese

“Nel 2016 si conferma la variazione positiva del numero di imprese attive (+0,2%), lo stesso incremento registrato nel 2015 dopo la variazione nulla del 2014 e i cali del biennio 2012-2013. Diminuiscono iscrizioni (-3,1%) e cessazioni (-2,9%), anche per il calo delle cancellazioni d’ufficio, ma il saldo si mantiene positivo per circa 3.300 posizioni. A livello territoriale si conferma il ruolo trainante di Milano (+1,1%), mentre tra le forme giuridiche prosegue la crescita delle società di capitale (+2,4%), anche grazie al successo delle srl semplificate (+58,6%). Il processo di terziarizzazione in corso nell’economia lombarda favorisce le imprese femminili (+0,8%), maggiormente concentrate nei servizi, mentre le difficoltà dell’edilizia (-1,2%) continuano a penalizzare l’imprenditoria giovanile (-2,7%) e artigiana (-0,8%); si conferma determinante l’apporto delle imprese straniere (+4,2%). Fallimenti (-7,2%) e concordati (-47,3%) risultano ancora in diminuzione, ma un segnale negativo giunge da scioglimenti e liquidazioni, che tornano a crescere (+5,7%)”. Lo rileva il report di Unioncamere Lombardia sulla demografia delle imprese nella regione. Nell’analisi per settori, “prosegue l’espansione del terziario in Lombardia, che negli ultimi sette anni ha incrementato la quota sul totale delle imprese di oltre quattro punti (dal 61,1% al 65,3%): crescono soprattutto le attività di alloggio e ristorazione (+1,4%) e l’ampio comparto degli altri servizi (+1,2%), all’interno del quale i contributi più rilevanti giungono dai servizi di supporto alle imprese (+4,4%), dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,5%) e dalle attività finanziarie e assicurative (+2,4%) – spiega Unioncamere -. Più contenuto risulta l’incremento del commercio (+0,3%), che consegue comunque il terzo anno di crescita dopo la flessione registrata nel 2012-2013. Il processo di terziarizzazione comporta anche il calo delle attività agricole (-0,9%) e industriali (-1,2%), sebbene le contrazioni evidenziate siano meno intense rispetto agli anni passati; tra le attività manifatturiere i principali contributi negativi provengono dalla fabbricazione di prodotti in metallo (-1,2%) e dall’industria del legno (-3,2%), mentre crescono le attività di riparazione, manutenzione ed installazione di macchine (+3,5%). Le costruzioni proseguono il trend negativo (-1,2%) in corso dal 2012, dovuto alla crisi che ha colpito il comparto”.

PIÙ IMPRESE FEMMINILI E STRANIERI, IN CALO ATTIVITÀ UNDER 35 –  Prosegue invece la battuta d’arresto delle imprese con titolari under 35: “Continua la diminuzione delle imprese attive gestite in prevalenza da persone con meno di 35 anni di età, che registrano una variazione pari al -2,7%. Questa tendenza – sottolinea Unioncamere – prosegue da diversi anni ed è spiegata sia da dinamiche settoriali, visto l’elevato peso di un comparto in difficoltà come l’edilizia, che raccoglie il 19,6% delle imprese giovanili nonostante il calo del 9,5% su base annua, sia da fenomeni demografici, con il calo della popolazione residente in Lombardia nella fascia di età 20-34 anni”. “La maggiore incidenza di imprese giovanili, che rappresentano il 9,2% delle imprese lombarde attive – secondo l’indagine -, si registra nei servizi di alloggio e ristorazione (15,3%) e nelle altre attività dei servizi (15,2%), che comprendono soprattutto servizi alla persona. Nonostante il calo complessivo, l’imprenditoria giovanile cresce nei settori dell’istruzione (+15,7%), dell’agricoltura (+2,9%), dei servizi di supporto alle imprese (+1,8%) e delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento (+6,7%)”. Le imprese femminili, invece, “mostrano una variazione positiva (+0,8%) superiore a quella complessiva, raggiungendo una quota sul totale pari al 19,1%: rimane il gap rispetto alla situazione nazionale, dove le imprese controllate in prevalenza da donne rappresentano il 22,5%. I settori dove l’incidenza femminile raggiunge i valori più elevati sono le altre attività dei servizi (54,5%), la sanità e assistenza sociale (32,8%) e l’istruzione (28%), mentre considerando la composizione delle imprese femminili si nota una netta prevalenza del commercio (26,4%). Questa struttura orientata al terziario spiega la crescita registrata, che risulta particolarmente intensa per l’istruzione (+7%) e per il trasporto e magazzinaggio (+4,3%), comparto che complessivamente risulta invece in contrazione. Prosegue – spiega Unioncamere – la crescita delle imprese straniere (+4,2%), che hanno fornito in questi anni un apporto determinante alla natimortalità imprenditoriale lombarda, portando la propria quota sul totale dal 9,4% del 2011 al 12% del 2016, un valore superiore a quello nazionale (10%). L’incidenza straniera supera il 20% nei servizi di supporto alle imprese e nelle costruzioni, settore dove le imprese straniere aumentano (+1,4%) nonostante il calo complessivo, mentre il maggior contributo alla crescita proviene dal commercio (+5,6%)”.

Condividi questo articolo