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Human Technopole, i ricercatori chiedono cambio rotta: “Per i fondi bandi aperti e competitivi”

24 giugno 2016 Cronaca, Politica

“Come ricercatori siamo abituati a competere per finanziare le nostre ricerche: partecipiamo a bandi pubblici, le nostre proposte progettuali sono soggette a valutazione e spesso progetti valutati come eccellenti non sono finanziati, per l’esiguità delle risorse disponibili. Ma accettiamo i risultati se sappiamo che la valutazione risponde a criteri di merito. Per questo motivo la notizia che il governo ha affidato oltre 1 miliardo e mezzo di Euro per la realizzazione dello Human Technopole all’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) senza alcun bando pubblico ci ha profondamente amareggiato e deluso”. Così in una lettera letta stamani al convegno in Statale ‘Mind the gap’, sui temi della ricerca in Italia, i ricercatori italiani hanno voluto portare all’attenzione la situazione del futuro polo scientifico sull’area Expo. Nella lettera, indirizzata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al premier Matteo Renzi, ai presidenti di Camera e Senato e alla senatrice Elena Cattaneo, lettera letta da un ricercatore e proposta come petizione ‘aperta’ sul sito petizioni24.com, si legge anche, riguardo al progetto Human Technopole: “Questa operazione ci sembra in palese contraddizione con quanto recentemente affermato dal nostro Presidente del Consiglio: “la richiesta di valorizzare il merito e di creare un ambiente competitivo e stimolante per la ricerca, è la nostra”. Quindi, vogliamo esprimere pubblicamente il nostro pensiero: la valutazione della ricerca e il suo conseguente finanziamento devono basarsi su procedure aperte, libere, trasparenti, competitive per tutti i ricercatori”. Una posizione che anche la senatrice Elena Cattaneo ha sottolineato durante il convegno chiedendo di “ripristinare i binari della corretta erogazione dei fondi pubblici che devono mirare alla massimizzazione dell’investimento del denaro dei cittadini affinché torni a loro il miglior prodotto possibile. Questo si attua attraverso una libera competizione tra tutte le proposte immaginabili su questa terra”. Anche per il rettore della Statale Gianluca Vago serve chiarezza sulla governance e la gestione del futuro polo: “Credo che alla fine sia apparso chiaro che, qualsiasi sia la struttura decisionale di attribuzione dei fondi, una forma di meccanismo competitivo debba essere prevista in uno dei livelli”. Vago si dice ” convinto, ed è la posizione della Crui (la conferenza dei rettori) e di buona parte della comunità scientifica, che, fatta salva questa fase iniziale che ha portato al punto in cui siamo, sia necessario adesso una discontinuità rispetto a quello che è stato fatto fino ad oggi. Si dovrebbe prevedere un’architettura gestionale differente da quella dell’attribuzione a un unico organismo per generare delle piattaforme di ricerca che possano essere messe a disposizione della comunità scientifica nazionale. È il modello delle piattaforme di infrastrutture europeo dove è stato immaginato e generato un ente giuridicamente indipendente che riceve i fondi e attiva tutte le procedure che comportano l’allocazione dei fondi stessi con dei meccanismi competitivi”.

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