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Ha 25 anni la legge sul randagismo
A Milano nessun cane soppresso

13 agosto 2016 Ambiente, Cronaca

Venticinque anni fa, il 14 agosto 1991, veniva approvata la Legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione del randagismo. A ricordarlo il presidente di Gaia Animali e Ambiente, Edgar Meyer. “Una legge che, con singolare chiarezza per una norma italiana – afferma Meyer in una nota – per la prima volta vietava (e vieta) l’abbandono di animali, vietava (e vieta) di destinare i cani randagi alla vivisezione, vietava (e vieta) di maltrattare e uccidere i gatti randagi, istituiva l’anagrafe canina e l’obbligo di tatuaggio (oggi microchip), promuoveva le sterilizzazioni, dava diritto di vita ai cani accalappiati (che fino ad allora venivano soppressi dopo pochi giorni). Una rivoluzione normativa e una rivoluzione culturale. Una legge che pochi paesi al mondo hanno. Una legge che, a 25 anni di distanza, è applicata solo in parte dalle stesse istituzione. Ma che rimane una pietra miliare nel sancire i diritti animali”. Grazie alla 298/1991, sottolinea “i cani accalappiati hanno avuto diritto di vita. Prima dell’agosto 1991 i cani trovati vaganti sul territorio e portati in canile avevano tempo pochi giorni (in genere 10) per trovare un padrone o, quando erano semplicemente smarriti, per essere ritrovati dal padrone che li aveva persi. Sennò, morte: venivano soppressi. Quante volte è capitato che cani di famiglia, smarriti, fossero rintracciati dal padrone disperato che li aveva cercati ovunque quando ormai era troppo tardi. Per risolvere il randagismo la soluzione era semplice: iniezione letale. La 281/1991 ha spazzato via tutto questo. I cani in Italia hanno diritto alla vita. Una legge rivoluzionaria, che pone l’Italia davanti a tutti i paesi del mondo. Nei civili Usa, In Svizzera, Germania, Francia, Spagna, in quasi tutti i paesi d’Europa e del mondo ancora oggi i cani accalappiati vengono soppressi per legge dopo pochi giorni. Da noi no”. Quella legge inoltre “ha vietato che i cani randagi finissero alla vivisezione, prima di allora pratica abituale”, ha “tutelato, per la prima volta, i gatti liberi, che possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o incurabili. Oggi è normale, fino al ’91 era normale esattamente il contrario”. Certo aggiunge “la legge 281/1991, anche per colpa di molte istituzioni, rimane ancora inapplicata in varie parti d’Italia. L’attuazione è carente e disomogenea a livello locale. Sono ancora numerosissimi gli abbandoni, soprattutto d’estate e al Centro-Sud, e i casi di cani non regolarmente registrati all’anagrafe canina, strumento fondamentale per garantirne la riconoscibilità e promuovere le adozioni responsabili. Non si è raggiunto, soprattutto al Sud, l’obiettivo di assicurare un programma esteso di sterilizzazioni per gli animali abbandonati, nonostante significativi stanziamenti annuali a questo fine. Sono frequenti le denunce di mala gestione nei canili. Ma senza questa legge straordinaria, oggi l’Italia sarebbe forse ai livelli vergognosi della Spagna e delle sue perreras, se non ai livelli schifosi della Romania e dei suoi squadroni della morte. E invece, almeno sulla teoria, diamo lezioni di civiltà persino a Germania e Svizzera. Il problema di alcune parti d’Italia è passare dalla teoria alla pratica. Cioè alla sua applicazione”.
Per quanto riguarda la Lombardia, secondo le più recenti stime dell’Ordine dei Veterinari, sono circa 4mila i cani e i gatti ricoverati nei canili della regione, per un costo totale di 6 milioni di euro. All’anagrafe regionale degli animali d’affezione sono iscritti oltre un milione e 351mila cani e 94mila gatti. Al giugno 2016 risultano 94 strutture di ricovero (66 canili rifugio e 28 canili sanitari) che ospitano 3.446 cani. L’anno scorso sono stati accalappiati 12.357 cani: 9.451 sono stati restituiti al proprietario, il 76% del totale, mentre cinque anni prima la percentuale si è fermata al 46%). Gli abbandoni in Italia sono circa 7mila ogni anno.
Quanto a Milano, i dati del 2015 del Parco canile e gattile di via Aquila sono di 293 cani arrivati nella struttura: ne sono stati adottati o restituiti al proprietario 251, gli altri sono in gran parte animali sotto sequestro, a cui è difficile trovare una famiglia in quanto solo in affido temporaneo o anziani o di razze di difficile collocazione. Nessun cane è stato sottoposto ad eutanasia per motivi di eccessiva aggressività, pur se consentito dalla legge del 1991, anche grazie ai percorsi educativi e correttivi svolti dagli operatori con i cani con manifestazioni di aggressività. Quanto ai gatti, 202 sono stati adottati o restituiti al proprietario, su 232 entrati. Anche in questo caso il numero degli ingressi è incrementato dai sequestri effettuati sul territorio.

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