"/>
sabato 19 agosto 2017 07:43:46
omnimilano

Giro d’affari da 400 milioni
Il “circuito politica-imprenditoria”

16 febbraio 2016 Cronaca

Un circuito criminale “orientato ad influenzare (mediante la turbativa delle gare d’appalto) le dinamiche interne al mondo della sanità lombarda”. E’ quanto emerso dalle indagini del nucleo investigativo dei carabinieri che hanno portato all’arresto di 21 persone tra cui il consigliere regionale Fabio Rizzi. Secondo gli inquirenti, l’azione avveniva in un contesto, quello della sanità lombarda, che, dal 2004, ha conosciuto il proliferare di numerosi appalti pubblici d’ingente valore attraverso cui numerose Aziende Ospedaliere hanno esternalizzato il servizio di gestione di ambulatori odontoiatrici. Si è ricostruito quindi come negli anni, al moltiplicarsi delle gare, sia corrisposta la nascita ed il consolidamento di una posizione di sostanziale monopolio di un gruppo imprenditoriale con sede ad Arcore (denominato ‘Odontoquality’), vincitore della pressoché totalità degli appalti. Secondo gli investigatori, l’azione avveniva su diversi piani: amministrativo, con funzionari pubblici di diverse Aziende Ospedaliere che, corrotti dalle imprese fornitrici dei servizi sanitari, hanno reso loro favori illeciti nella gestione delle pratiche di loro competenza;  imprenditoriale: corruttori che hanno beneficiato dell’aggiudicazione di importanti appalti pubblici truccati o di altre prestazioni illecite, accaparrandosi i proventi di un giro d’affari complessivo stimato in circa 400 milioni di euro dal 2004 ad oggi;politico: il consigliere regionale della Lega, Fabio Rizzi, ed un componente del suo staff che hanno garantito, con il loro appoggio strategico, le condizioni per far perdurare l’esistenza del “sistema” clientelare. In particolare, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, la ricerca della necessaria “copertura politica” da parte dell’imprenditrice al vertice del gruppo si è tradotta “in un interessato connubio tra i livelli imprenditoriale e politico, dando vita ad una associazione per delinquere responsabile della commissione di molteplici reati contro la Pubblica Amministrazione” imperniata – rilevano gli inquirenti – su Maria Paola Canegrati, amministratrice del complesso sistema societario che, nel corso degli anni, ha potuto procurarsi “attraverso turbative d’asta, la corruzione degli associati Mario e Fabio Rizzi e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi, la stipulazione di vantaggiosi contratti per le predette società, nonché, sempre attraverso la corruzione di Longo e Rizzi, la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzionate”; Fabio Rizzi e Mario Longo, “nelle rispettive qualità, il primo di consigliere Regionale della Regione Lombardia e presidente della Commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio Regionale, il secondo di appartenente allo staff del primo con incarichi pubblici nell’ambito dell’odontoiatria, abusando dei propri ruoli e poteri, inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili alla Canegrati”.

Secondo gli inquirenti, quindi, Rizzi e Longo hanno, favorito l’imprenditrice connivente, Canegrati, nello svolgimento di due gare d’appalto bandite dalle Aziende Ospedaliere “Istituti Clinici di Perfezionamento” (del 2015, da 45 milioni di euro) e “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio“ (del 2014, da 10 milioni di euro); nei rapporti economici intrattenuti con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema Sanitario Regionale, al fine di ottenere nuove commesse o di scongiurare la rescissione di contratti già in essere con le aziende della donna;  nei progetti d’espansione della stessa anche in altre Regioni d’Italia, in particolare intercedendo sulle decisioni di un ulteriore gruppo imprenditoriale gestore di servizi presso alcune strutture sanitarie toscane a sua volta favorito, dagli stessi Longo e Rizzi, in un progetto di collaborazione Lombardia-Brasile che prevedeva la costruzione di un ospedale pediatrico nella regione del Goias.

Condividi questo articolo