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mercoledì 15 agosto 2018 10:44:08
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Giovani e questione migratoria nella lettera pastorale 2018-2019 dell’Arcivescovo Delpini

13 luglio 2018 Cultura, libri

«È tempo, io credo, di superare quel senso di impotenza e di scoraggiamento, quello smarrimento e quello scetticismo che sembrano paralizzare gli adulti e convincere molti giovani a fare del tempo della loro giovinezza un tempo perso tra aspettative improbabili, risentimenti amari, trasgressioni capricciose, ambizioni aggressive: come se qualcuno avesse derubato una generazione del suo futuro. La complessità dei problemi e le incertezze delle prospettive occupazionali non bastano a scoraggiare i credenti». Lo dice l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, rivolgendosi ai giovani nelle pagine iniziali della lettera pastorale per l’anno 2018-2019 «Cresce lungo il cammino il suo vigore» in uscita nelle librerie il prossimo lunedì 16 luglio

L’Arcivescovo di Milano interviene anche sul ruolo dei cristiani nella società: Delpini ricorda la grande tradizione “dell’umanesimo cristiano” che “ha segnato la storia e le geografia di questa terra lombarda”. “Per offrire il nostro contributo, il nostro giudizio, le nostre prospettive è necessario che i molti cristiani presenti e impegnati nelle responsabilità politiche, amministrative, sociali si esprimano e siano capaci di tessere alleanze per proporre, difendere, tradurre in pratiche persuasive quei tratti dell’umanesimo cristiano che contribuiscono alla qualità alta della vita delle comunità, delle famiglie, di ogni uomo e di ogni donna”. A questo proposito monsignor Delpini ritiene “opportuno creare nelle comunità cristiane luoghi di confronto, di elaborazione di proposte e di giudizi selle vicende del nostro tempo e della nostra terra. Per favorire questo compito chiedo alla Commissione per la promozione del bene comune che intendo costituire nei prossimi mesi di farsi stimolo ed esempio, strumento per attivare questo stile cristiano di presenza dentro una società e una politica in piena trasformazione”.

Parlando della questione migratoria, nella lettera pastorale per l’anno 2018-2019, l’Arcivescovo Delpini spiega che «La Chiesa si riconosce “dalle genti” non solo perché prende coscienza della mobilità umana ma, in primo luogo, perché docile allo Spirito, sperimenta che non si dà cammino del Popolo di Dio verso il monte dell’alleanza piena se non dove, nel camminare insieme verso la medesima meta, si apprende a camminare gli uni verso gli altri». «Il convenire di genti da ogni parte della terra nell’unica Chiesa cattolica apre a leggere meglio il Vangelo», insiste Delpini.

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