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GIORNATA ANTI MINE, CITTÀ METROPOLITANA PROMUOVE DOCU-FILM “IL SUCCESSORE”

1 aprile 2016 Cronaca

In occasione della Giornata mondiale per la promozione e l’assistenza all’azione contro le mine (4 aprile), la Città metropolitana di Milano, con il patrocinio e la collaborazione dei Comuni di Cernusco sul Naviglio e Magenta, delle ACLI milanesi, dell’AGESCI Regione Lombardia, di Emergency, di Ipsia e della Facoltà di Sociologia dell’Università di Milano-Bicocca, propone la proiezione del docufilm “Il Successore” di Mattia Epifani, toccante racconto della vicenda umana di Vito Alfieri Fontana, ingegnere ed ex proprietario della Tecnovar, azienda pugliese specializzata nella progettazione e nella vendita di mine antiuomo. In preda a una crisi esistenziale, l'uomo compie un viaggio in Bosnia Erzegovina, dove lavorano gli sminatori. Il protagonista Vito Alfieri Fontana sarà presente ai quattro incontri promossi dalla Città metropolitana di Milano: l’anteprima è in programma per domenica 3 aprile a Cernusco sul Naviglio alle 20.30 nella sala Camerani della Biblioteca di via Fatebenefratelli. Lunedì 4 aprile il docufilm sarà proiettato a Milano e a Magenta in tre diverse occasioni: alle ore 9.30 allo Spazio Oberdan di viale Vittorio Veneto 2 davanti a una platea di studenti di scuole superiori, alle ore 17 all’Università di Milano-Bicocca in via Bicocca degli Arcimboldi 8, edificio U7- Aula Pagani, e per concludere alle ore 21 a Magenta, nelle sale di Casa Giacobbe di via IV giugno 80. “Il successore” del regista trentenne Mattia Epifani, prodotto da Apulia Film Commission con la Fluid Produzioni, è stato selezionato all’International Documentary Filmfestival di Amsterdam e ha vinto il Premio Cipputi al Torino Film Festival 2015 come Migliore Film sul mondo del lavoro. La Città Metropolitana di Milano lo ha scelto perché è un’opera di alto valore cinematografico e insieme umano, capace di suscitare interrogativi, riflessioni, anche e soprattutto nelle giovani generazioni. L’eliminazione della minaccia di mine e ordigni bellici inesplosi rappresenta uno sforzo di importanza cruciale per la promozione di pace e sviluppo, per la tutela della vita umana e il sostegno a Paesi in fase di transizione. La Giornata Mondiale contro le mine antiuomo è stata promossa dall’Assemblea generale dell’Onu e anche quest’anno, con il contributo di Città metropolitana di Milano, sarà l’occasione per informare e sensibilizzare il maggior numero possibile di persone – e in particolar modo di giovani – sul problema della presenza ancora oggi di mine e ordigni inesplosi nei territori che sono stati – o sono tutt’ora – teatro di conflitti. “Le mine e gli ordigni inesplosi uccidono, feriscono e mutilano migliaia di persone all’anno, spesso civili e ancora oggi molti sminatori sono all’opera in zone che sono state teatro di guerra: anche questo è il retaggio pesante di guerre che non hanno smesso di seminare morte neppure ad anni di distanza dalla fine dei conflitti armati. A fare le spese degli ordigni ancora inesplosi sono spesso i bambini, che rappresentano oltre un terzo delle vittime complessive” dichiara Anna Scavuzzo, consigliera delegata alle politiche giovanili della Città metropolitana di Milano. “Non è un problema che ci riguarda solo marginalmente e credo sia importante coinvolgere i giovani in una riflessione che dà occasione per fare memoria di ciò che è stato e affida un impegno a ciascuno affinché mai più si ripetano gli errori di un passato, purtroppo anche molto recente. La proiezione de “Il successore” mi auguro serva anche a questo: a stimolare un confronto fra i ragazzi, ad approfondire il tema della responsabilità personale e della possibilità per ciascuno di contribuire a costruire percorsi di pace e di riconciliazione. Voglio ringraziare Vito Alfieri Fontana, che ha subito accolto il nostro invito e ha deciso di condividere la sua storia con noi in tutti gli appuntamenti proposti, ringrazio le Amministrazioni, le associazioni e l’Università per avere contribuito a rendere possibile questo evento. Non dimentico l’impegno che i produttori, il regista e tutto il cast hanno speso per realizzare questo film. Un segno importante della capacità di coniugare il talento artistico e professionale con l’impegno civile” conclude la consigliera Scavuzzo.

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