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GIOCO AZZARDO, ‘SELFIE’: PER 84% STUDENTI PRIMA VOLTA SOTTO 10 ANNI CON GENITORI

8 novembre 2017 Senza categoria

L’84% degli studenti lombardi ha cominciato a giocare d’azzardo sotto i 10 anni e lo ha fatto grazie ai genitori. È questo uno dei dati che emerge dalla ricerca “Selfie – Istantanee dalla generazione 2.0” realizzata dal centro Semi di Melo formato dalla fondazione Exodus guidata da Don Antonio Mazzi e dalla Casa del giovane di Pavia e presentata oggi all’istituto Molinari di Milano. Presentato in forma sperimentale nell’anno scolastico 2014/2015, il questionario “Selfie”, sottoposto attraverso un software e un link online, è stato poi implementato grazie al supporto dell’Università Bicocca di Milano. Il campione è costituito da 30mila studenti delle scuole medie e superiori della regione che hanno risposto a un questionario online dal quale è emersa la fotografia di una generazione: tra i dati più preoccupanti c’è appunto quello legato al gioco d’azzardo. Il 46% (oltre 11mila) dei ragazzi delle superiori dichiara infatti di aver già giocato d’azzardo e che a iniziarli sono stati proprio i genitori che hanno consegnato nelle loro mani un gratta e vinci. Addirittura, il 15% dichiara di spendere parte della propria paghetta settimanale per giocare d’azzardo. E se loro sembrano consci del pericolo, sono gli adulti a non esserlo: il 24% degli studenti, infatti, ha un parente stretto (un genitore, un fratello, uno zio o un nonno) che gioca d’azzardo tutti i giorni. Dall’azzardo all’alcol il passo è breve: tra gli oltre 24mila studenti delle superiori intervistati il 18,52% ammette di fare uno di alcol una o due volte a settimana e il 23% una o due volte al mese. Per l’assessore regionale Viviana Beccalossi “la conoscenza degli stili di vita dei ragazzi è un valido punto di partenza per i soggetti impegnati nella cura e nella crescita della popolazione giovanile, in particolare quella di fascia preadolescenziale, a livello scolastico, familiare e territoriale. Padroneggiare la situazione di partenza è un’azione necessaria per poter porre in essere interventi mirati che possano prendersi carico delle criticità, ma contemporaneamente valorizzare anche le potenzialità di una generazione che necessita sempre più di un riconoscimento positivo e valorizzante”. Quello che emerge è infatti che solo nel 41 per cento dei casi, il ragazzo si confronta con un genitore perché preferisce farlo con un amico. Proprio per questo “la cosa più bella di Selfie è – ha commentato don Mazzi – che in molte scuole, dopo aver partecipato alla ricerca, i ragazzi hanno cominciato a confidarsi con professori e preside. Questo ci fa capire che dobbiamo lasciare aperte le nostre scuole ai ragazzi. La scuola deve diventare il luogo dove si torna a parlare, dove si torna a parlarci, dove tornano le relazioni che sono al di fuori dell’adulto e dei minori”.

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