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Giochi e scommesse, Lombardia in controtendenza rispetto all’Italia: calano del 4,2% le imprese del settore

18 agosto 2016 Cronaca

Continuano a calare le imprese del gioco in Lombardia: nel 2016 quelle specializzate, tra sedi ed unità locali, sono diminuite del 4,2% passando da 1.170 a 1.121 (-25% dal 2014). In controtendenza rispetto all’Italia che torna invece a crescere: +2,6%. Ma vanno bene anche in Lombardia le attività di gestione di apparecchi a moneta o a gettone che consentono vincite in denaro, +11,5% (+39,2% in due anni), che passano da 433 a 483 e rappresentano il 43% del settore e le altre attività connesse con le lotterie e le scommesse che passano da 399 a 451 (+13% in un anno, +19,6% in due). La Lombardia rappresenta un ottavo circa del totale italiano (11,9%) ma un sesto se si considera solo la categoria di gestione di apparecchi. Milano è prima con 412 attività (-5,9%), Brescia seconda, e decima a livello nazionale, con 146 (-4,6%) e Bergamo terza con 120 (-2,4%). In crescita Mantova, che passa da 53 a 61 e Pavia da 48 a 55. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2016, 2015 e 2014 relativi alle sedi di impresa ed alle localizzazioni attive specializzate nel gioco (attività esclusiva o principale).
In Italia risalgono a 9.384 le imprese del gioco: in particolare, +22,1% le altre attività connesse alla lotterie e alle scommesse e +18,7% la gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro. Per numero complessivo di attività prima Napoli con 1.163 (+9,6%). Seguono Roma con 734 (+5,8%) e Milano con 412 (-5,9%). Tra le prime dieci province ad aumentare di più ci sono: Palermo (+26,8%), Salerno (+23,6%) e Catania (+18,2%).

“Avanti tutta con la Legge della Lombardia per il controllo al gioco d’azzardo patologico che e’ pienamente in vigore e sta producendo i suoi frutti, in controtendenza rispetto alla maggior parte delle altre regioni. Approfitto per chiedere a tutti i sindaci lombardi di serrare ancora di piu’ le fila per controllare attraverso la polizia locale eventuali abusi, da sanzionare senza se e senza ma”, commenta in proposito l’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Citta’ metropolitana Viviana Beccalossi, team leader della Giunta per il contrasto alle ludopatie. “Il calo del 4,2 per cento registrato in Lombardia – prosegue Viviana Beccalossi – conferma la nostra volonta’ di regolamentare l’offerta del gioco, limitandola alle sale ad esso dedicate. Dall’approvazione della nostra legge, infatti, non possono essere installate macchinette entro una ‘fascia protetta’ di 500 metri da luoghi sensibili come scuole, ospedali, chiese, oratori e centri di aggregazione per giovani e anziani. Per quanto riguarda l’aumento degli apparecchi installati, sarebbe interessante una mappatura ‘geografica, delle installazioni, perche’ per noi l’importante e’ superare l’insostenibile situazione di slot e macchinette presenti a ogni angolo delle citta’ e soprattutto in locali che dovrebbero essere dedicati a ben altre attivita’”. “La nostra battaglia – conclude Viviana Beccalossi – prosegue su due fronti. Da una parte, come e’ successo a fine luglio con il rinvio della proposta di riordino sul gioco a livello nazionale, contrastando assieme alle altre regioni la volonta’ del Governo di depotenziare le Leggi regionali. Dall’altra, a livello locale, continuando a sostenere i Comuni nelle loro attivita’, per le quali nei prossimi mesi forniremo nuove risorse”.

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