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Giardino dei Giusti, scelti 5 nomi per prossime intitolazioni: “Esempi contro odio e fondamentalismo”

14 ottobre 2016 Cronaca

L’Associazione per il Giardino dei Giusti di Milano ha scelto le nuove figure che saranno onorate nella cerimonia di dedica degli alberi e dei cippi nel Giardino dei Giusti di tutto il mondo al Monte Stella di Milano in occasione della prossima Giornata europea dei Giusti (6 marzo). I loro nomi sono Lassana Bathily, giovane musulmano originario del Mali, commesso nel supermercato ebraico Hyper Cacher di Parigi, che non soltanto ha protetto e salvato i clienti del negozio durante l’attacco dei terroristi islamici il 9 gennaio 2015, ma è diventato un testimone della lotta al fondamentalismo. Nelle sue conferenze Bathily spiega che non si può uccidere in nome di un Dio che appartiene a tutta l’Umanità. Mohamed Naceur (Hamadi) ben Abdesslem, guida tunisina che durante l’attacco al museo del Bardo il 18 marzo 2015 ha messo in salvo una trentina di turisti italiani portandoli nella vicina questura. A lui è stato dedicato un albero nel Giardino dei Giusti presso l’ambasciata italiana di Tunisi, inaugurato il 15 luglio 2016. Raif Badawi, blogger saudita, sostenitore della laicità dello Stato e dei diritti democratici, che è stato imprigionato nel suo Paese e condannato per apostasia, violazione dei valori islamici e propaganda del pensiero liberale, a dieci anni e mille frustate. Per la sua liberazione si sono inutilmente mobilitate le organizzazioni internazionali per i diritti umani, a sostegno della protesta della moglie Ensaf Haidar. Pinar Selek, sociologa, coraggiosa attivista turca per i diritti umani, protagonista della difesa delle minoranze nel suo Paese, in particolare di curdi e armeni, che è stata perseguitata, torturata e imprigionata in patria, costretta all’esilio in Francia, dove lavora come ricercatrice all’École Normale Supérieure di Lione. Etty Hillesum, ebrea olandese deportata dai nazisti nel campo di sterminio, che ha deciso di non abbandonare il suo popolo per cercare di mettersi in salvo, e ha creduto fino all’ultimo nella capacità umana di redimersi e di scegliere il bene, rifiutandosi di assimilare un intero popolo all’immagine del male.
Il tema che ha guidato la scelta delle candidature è stato “I Giusti del dialogo: l’incontro delle diversità per superare l’odio”. “Dopo i tragici avvenimenti degli ultimi mesi – spiega l’associazione -, si è avvertita l’urgenza di richiamare l’attenzione sul senso del rispetto della pluralità umana come condizione del dialogo, attraverso le storie di cinque figure esemplari del passato e del nostro tempo”. “Milano è all’avanguardia sul tema dei Giusti arabi e musulmani contro il terrorismo. Dopo l’inaugurazione del Giardino dei Giusti di Tunisi lo scorso luglio, proseguiamo in questo impegno anche a Milano. – sottolinea il presidente di Gariwo Gabriele Nissim – Abbiamo scelto di ricordare chi si batte contro il fanatismo, contro l’odio e per il dialogo. Questi Giusti ci indicano la strada da percorrere: il loro esempio conferma il valore della solidarietà umana e del rispetto dell’altro, che è intramontabile e tanto più necessario nei momenti di crisi come quello attuale.”
“I cinque nomi proposti quest’anno hanno un valore fondamentale non solo per la nobiltà dei loro gesti e della loro vita, ma anche per il profondo valore pedagogico che le loro scelte e le loro testimonianze esprimono. – dichiara il Presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolé. – Il Giardino dei Giusti si arricchisce di nuovi esempi, nuovi modelli che speriamo ci aiutino ad aggiungere un tassello nella lotta contro il fondamentalismo e l’odio”.

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