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G7 Salute, dal summit dei ministri “messaggio unitario”: sugli impatti climatici serrato “lavoro politico” con Usa

6 novembre 2017 Omniparlamento, Politica, Sanità

“È stato un G7 estremamente importante, innanzitutto perché abbiamo cercato di preservare tutti gli elementi che ci uniscono e non quelli che ci dividono. C’è stata una discussione serrata e abbiamo voluto dare un messaggio uniti alle popolazioni dei nostri paesi e di quelli su cui esercitiamo influenza rispetto al fatto che la salute delle persone viene prima di tutto, che ci sta a cuore e le divisione sulla salute non ci sono”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nella conferenza stampa al termine del G7 della salute. “Si è ribadita la volontà – ha aggiunto – di mantenere uniti i Paesi che fanno parte del G7 e dare un unico messaggio forte su tre temi” al centro del dibattito: l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone e animali, salute delle donna e dei fanciulli e la resistenza antimicrobica. “L’elemento su cui c’è stata più discussione sul tema è stato l’impatto dei cambiamenti climatici: tutti abbiamo accettato il fatto che ci sia sia un fattore clima e inquinamento che incide sulla salute delle persone. Questo richiede azioni coordinate da portare avanti all’interno e all’esterno dei nostro paesi. Riguarda la salute di milioni di persone perché riguarda malattie correlate come quelle respiratorie e il cancro. Su questo si è trovato un accordo nel linguaggio facendo riferimento al quello usato a Taormina e riconoscendo alcune posizione differenti tra Paesi qui rappresentati e gli Usa però all’interno di un comunicato congiunto in cui ognuno esprime posizioni diverse sull’accordo di Parigi ma questo non inficia il riconoscimento di un impatto del clima sulla salute e la necessità di agire sui modelli organizzativi e sul funzionamento dei sistemi sanitari, sulla ricerca e sullo sviluppo”. Per cui, nonostante la posizione diversa degli Stati Uniti, “c’è stato un grande lavoro politico, siamo riusciti a trovare un punto di caduta comune anche con gli Usa e abbiamo comunque lavorato sull’unità del G7 e su un comunicato congiunto. Era importante riuscirci su un tema importante come la Salute e abbiamo fatto appello a questo e su questo abbiamo trovato un compromesso accettabile per tutte le parti e che è un punto di partenza perché ha preservato l’unità del G7 e ci permetterà nei prossimi mesi di fare dei passi avanti sull’impatto sulla salute dei cambiamenti climatici”, ha concluso. Oltre al ministro Lorenzin hanno partecipato alla conferenza stampa ministri della Salute di Giappone (Michiyo Tagaki) , Canada (Ginette Petipas Taylor) , Grand Bretagna (Steve Brine) e il commissario Ue alla Salute (Vytenis Andriukaitis). Mancavano all’appello Francia, Germania e Usa.

EMA, LORENZIN: ”STAREBBE DAVVERO BENE CON HUMAN TECHNOPOLE” – “Per il G7 della salute ho scelto Milano in continuità con Expo perché dopo aver ragionato su come nutrire miliardi di persone sul pianeta dobbiamo capire come mantenerle in salute. Qui a Milano avrà vita Human Technopole che farà un lavoro unico in Europa, una vera e propria scommessa sulle scienze della vita. Se arrivasse anche Ema sarebbe bello perché starebbero davvero bene insieme”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nel suo intervento all’evento collaterale al G7 organizzato dall’industria farmaceutica al museo della Scienza e della tecnologia. “Tutto questo – ha aggiunto – è stato possibile grazie a una cosa che si chiama sistema Paese dove ognuno si è tolto la giacca e ha fatto sistema. Ogni volta che in Italia lo facciamo riusciamo a fare un salto in avanti di almeno 20 anni, ma dovremmo farlo sempre. Anche ieri sera abbiamo concluso in un clima di pace e questo messaggio l’Italia lo sa dare sempre”. Per il ministro “C’è un grande tema della ricerca per gli antibiotici e i vaccini che richiede investimenti e che riguarda milioni di persone. I Paesi che hanno una struttura industriale matura dovrebbero indirizzarla all’economia della conoscenza che è un’economia pulita”. Al G7 “abbiamo fatto un lavoro basato sulle evidenze ed è per questo che abbiamo trovato una quadra finale. Dobbiamo inaugurare a livello mondiale una nuova strategia di azione comune e di collaborazione tra organizzazioni internazionali e ricerca farmaceutica. Non sono mondi separati ma vivono da tali, invece devono interagire”.

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