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domenica 20 agosto 2017 04:05:48
omnimilano

Furti d’arte, un business
da 150 milioni all’anno

12 aprile 2016 Cronaca

Il business criminale sui Beni Culturali è il terzo per importanza, dopo droga e traffico d’armi. Il giro d’affari stimato è di 150 milioni di euro all’anno e ha coinvolto in quasi mezzo secolo 10mila persone. Era il 5 febbraio 1975 quando dal Palazzo Ducale di Urbino vennero sottratte la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca, la Flagellazione dello stesso Piero e la Muta di Raffaello, poi recuperate. Questo episodio rappresenta una pietra miliare nell’ambito della tutela del patrimonio culturale del nostro Paese per il fatto di aver svelato la sua vulnerabilità e scatenato di conseguenza una “corsa alla sicurezza”. Tuttavia i recenti dati e fatti dimostrano che ancora c’è molta strada da fare, anche se risultati incoraggianti non mancano. Nel 2014, per esempio, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato più di 135mila opere rubate, per un valore stimato di oltre 80 milioni di euro. Sempre nello stesso anno le cifre mostrano una diminuzione dei furti (-9,9%, 609 contro 676. Nel 2012 erano 891); controbilanciato da un aumento degli scavi clandestini scoperti (+20,4%, 59 contro 49. Nel 2012 erano 37). Quanto ai luoghi dei furti in cima alla classifica restano le chiese (267, cioè 44% del totale. Nel 2013: 295), poi vengono le abitazioni private (242, cioè 40% del totale. Nel 2013: 273), quindi a seguire gli enti pubblici e privati (77, nel 2013: 87) e infine i musei (23, nel 2013: 21). Nella black list dei furti l’ Emilia Romagna è la regione in testa con 105 (2013: 51), seguono: Lazio: 87 (2013: 131), Toscana: 65 (2013: 75), Campania: 61 (2013: 51), Lombardia: 57 (2013: 79), Marche: 38 (2013: 26), Piemonte: 36 (2013: 35), Puglia: 27 (2013: 28), Sicilia: 25 (2013: 38), Veneto: 25 (2013: 30), Liguria: 18 (2013: 16), Umbria: 18 (2013: 15).
Il patrimonio dei Beni Culturali in Italia ammonta a 46.025 beni architettonici vincolati, più 5.668 beni immobili archeologici sempre vincolati, 4.588 musei e istituti similari (di cui 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti o complessi monumentali), 12.936 biblioteche (6.467 di enti pubblici, 1.978 di università, 1.322 di enti ecclesiastici), e i siti dell’UNESCO sono 51 (su 1031 nel mondo). Di questi 4.588 istituti, 63,8%, sono di proprietà pubblica, 36,2% privati.
I dati dimostrano l’eccellenza del lavoro delle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Alcuni di questi furti si potevano evitare? I beni erano adeguatamente protetti? I sistemi antintrusione e di videosorveglianza erano funzionanti e sottoposti a regolare manutenzione? I costi di recupero sono stati superiori a quelli necessari per una adeguata protezione preventiva?

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