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sabato 21 ottobre 2017 05:26:34
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L’attentatore di Berlino ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni

23 dicembre 2016 Cronaca

Sparatoria in nottata a Sesto San Giovanni, un uomo nordafricano è morto, a seguito di un controllo stradale della polizia degenerato in sparatoria. Verso le 3, nei pressi della stazione di Sesto, in piazza I Maggio, il giovane camminava a piedi e, alla richiesta di mostrare i documenti, avrebbe estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e sparato a due agenti di una Volante che lo avevano fermato per un controllo, colpendone uno alla spalla. Non aveva documenti ed è stato identificato solo successivamente, alle prime ore della mattina, scoprendo che si tratta di Anis Amri, l’attentatore di Berlino. Il poliziotto è stato colpito alla spalla ed è stato portato all’ospedale San Gerardo di Monza in condizioni non gravi.

LA RICOSTRUZIONE DELL’UCCISIONE – E’ stato ucciso da un colpo mortale al costato, Anis Amri, ucciso nella notte a Sesto. Secondo la ricostruzione fornita dal vicequestore Roberto Guida, contro di lui l’agente Luca Scatà ha esploso due colpi di pistola, uno dei quali mortali. L’episodio poco dopo le 3 di notte. L’uomo, dopo aver sparato contro l’agente Movio, ferendolo a una spalla, si e’ nascosto dietro una vettura, ma Scatà ha aggirato la macchina e sparato all’uomo due colpi, di cui uno mortale. Tutto inizia quando Amri viene visto dagli agenti di pattuglia davanti alla stazione di Sesto, poco dopo le 3 di notte. Giudicato individuo sospetto, gli agenti hanno proceduto al controllo. Una volta fermato l’uomo ha detto che non aveva con sé documenti, ma di essere calabrese, rispondendo con un “buon italiano”. Quindi il controllo si e’ fatto “piu’ serrato” ed è stato chiesto ad Amri di svuotare lo zainetto e le tasche. L’uomo in quel momento era tranquillo e ha iniziato a svuotare lo zainetto, poi all’improvviso ha estratto un’arma gia’ carica (non e’ chiaro se dallo zaino stesso o se teneva la pistola addosso) e ha colpito con un singolo colpo di pistola il capopattuglia, l’agente Movio, ferendolo di striscio alla spalla destra. Movio e’ pero’ riuscito a estrarre a sua volta la pistola e a sparare. A quel punto Amri è riuscito a nascondersi dietro un’auto, ma l’altro agente, Luca Scatà, ha fatto il giro dell’auto e ha esploso due colpi di cui uno mortale al costato. Amri e’ morto dopo una decina di minuti. L’identificazione e’ avvenuta nella prima mattinata, dopo la comparazione delle impronte digitali.

MINISTRO MINNITI: GRATI AD AGENTI, PERSONE STRAORDINARIE – Sono Cristian Movio e Luca Scatà gli agenti “di giovanissima età” che questa notte hanno ucciso Anis Amri, ritenuto l’attentatore di Berlino. Al controllo documenti, nella notte a Sesto, l’uomo ha risposto estraendo una pistola e sparando, colpendo a una spalla Movio. A quel punto, ha spiegato il ministro Marco Minniti in una conferenza stampa al Viminale, il collega, Luca Scatà, agente scelto, ha risposto al fuoco uccidendo Amri. I due agenti stavano effettuando, ha spiegato ancora Minniti, “una normale attività di controllo del territorio” e lo hanno fermato perche’ si aggirava “con fare sospetto”. Dopo aver fermato l’uomo, Movio gli ha chiesto i documenti e “senza esitazione” Amri ha estratto la pistola e sparato contro l’agente. “Guardiamo all’equipaggio della volante come persone straordinarie, giovanissimi, che facendo il loro dovere hanno fatto un servizio straordinario alla comunità. Interpreto il sentimento del nostro paese nel dire che l’Italia e’ a loro grata”, ha detto il ministro che ha sentito l’agente ferito a Sesto a cui “ho trasmesso la gratitudine mia personale, del ministero, del capo della polizia e gli auguri di pronta guarigione. Nei prossimi giorni andro’ personalmente ad abbracciarlo”. “Grazie a persone come lui gli italiani potranno fare un Natale ancora piu’ felice”.  “Se c’e’ un controllo elevato del territorio che consente, nell’imminenza dell’ingresso nel nostro paese di una persona che e’ stata in fuga, di identificarlo e neutralizzarlo, vuol dire che c’e’ un sistema capace di funzionare”, ha detto anche Minniti.

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